Licenziati dopo il cambio d'appalto, sit in degli addetti alla vigilanza davanti al Teatro Massimo

A protestare con loro ci saranno anche lavoratori di altri settori. La manifestazione è stata indetta dalla Uiltucs: "L'azienda non ha rispettato la clausola sociale prevista e la Fondazione è corresponsabile"

Protesta dei lavoratori davanti al Teatro Massimo - Foto d'archivio

Tornano a protestare i sei lavoratori del servizio di vigilanza non armata del Teatro Massimo che sono stati licenziati dopo il cambio d’appalto. "La nuova ditta che è subentrata - spiega Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia - non ha infatti rispettato la clausola sociale prevista e non ha garantito i dipendenti in servizio. La Fondazione dal canto suo non ha mostrato alcuna volontà a trovare una soluzione definitiva della vertenza". Per questo oggi pomeriggio, dalle 17 alle 22, il sindacato ha indetto un sit-in dei lavoratori davanti al Teatro.

Alla manifestazione parteciperanno anche lavoratori di altri settori perchè il problema interessa anche altri ambiti. “Il Teatro Massimo – continua Flauto – si era impegnato affinchè venisse rispettata la clausola che era tra l’altro specificata nel bando. La società Elisicilia però dal primo giorno ha tirato fuori tutta una serie di motivazioni, mostrandosi prima disponibile poi cambiando idea. La Fondazione avrebbe dovuto chiedere i motivi del mancato rispetto della clausola sociale ma non c’è stato alcun seguito. Non ci è stato consentito - conclude la sindacalista - neanche di visionare i documenti che Elisicilia avrebbe consegnato. Per noi va applicata la legge e il Teatro Massimo, ente pubblico, dovrebbe a maggior ragione farla applicare invece di agire con questa leggerezza. È gravissimo che questo non sia avvenuto. La norma garantisce che tutti i lavoratori che operano nei servizi in appalto, col cambio dell’azienda vengano tutelati. La Fondazione è corresponsabile dell’atteggiamento dell’azienda e per questo porteremo avanti tutte le azioni legali nei confronti di Elisicilia e della Fondazione”.
 

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