Istituto Zootecnico, cinquanta lavoratori e un asino in protesta

Da tre mesi, denunciano i sindacati, non percepiscono alcuno stipendio. C'è il rischio che l'Istituto, a cui mancano 800 mila euro, vada in malora. La Regione ha previsto nella manovra d'assestamento solo 140 mila euro. Flai Cgil: "Diminuiscono le risorse, aumentano i debiti"

La protesta in via Roccazzo - foto Flai Cgil

Un asino e una cinquantina di lavoratori protestano in via Roccazzo. I dipendenti dell’Istituto Zootecnico Siciliano, con un sit di fronte all’ingresso principale, stanno bloccando il traffico nella speranza di attirare l’attenzione delle istituzioni e puntare i fari sulla loro condizioni di disagio. “Non percepiscono lo stipendio da tre mesi, i contributi - spiegano Tonino Russo, segretario della Flai Cgil - non vengono versati all'Enpaia da due anni e non erogano più buoni pasto, straordinari e altri istituti contrattuali”. Una manifestazione che andrà avanti a oltranza, con il rischio che domani possa saltare il “Mercato del contadino”.

I manifestanti, accompagnati dall’asino, chiedono di incontrare il direttore dell’ente e l’assessore. Secondo quanto denunciato dai sindacati, all’Istituto mancano 800 mila euro e la Regione avrebbe previsto nella manovra d’assestamento solo 140 mila euro. “Non bastano neanche per gli stipendi. L’intera gestione dell’Istituto, con in mangimi e le medicine - continua Russo - che servono ogni giorno per gli animali, la benzina per macchine e trattori, sta per andare in malore”. La manifestazione era stata annunciata già nei giorni scorsi, tramite una lettera firmata da Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Confederdia.

I segretari delle quattro sigle sindacali, Adolfo Scotti, Tonino Russo, Giuseppe La Bua e Salvatore Cannella, puntano il dito sul grave stato in cui versa l'Istituto sperimentale Zootecnico siciliano. "Se non si troveranno soluzioni alle problematiche esposte nel più breve tempo possibile, proseguiremo con altre azioni di lotta. Non si può andare avanti così, ogni anno - aggiunge il segretario della Flai Cgil - il trasferimento di risorse diminuisce e crescono i debiti con i fornitori. Da qualche anno poi i contributi ai lavoratori non vengono versati e questo penalizza fortemente sia i lavoratori in procinto di andare in pensione che coloro che si trovano nella necessità di accedere alle anticipazioni del Tfr".

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