I dipendenti dell'Ipab tornano a farsi sentire: tre giorni di protesta in piazza Pretoria

Sono in una condizione economico-finanziaria complicatissima essendo in arretrato di circa 40 mesi di stipendio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Da mercoledì a venerdì, una delegazione di dipendenti dell'Ipab Principe di Palagonia e Conte di Ventimiglia, per tenere quanto più possibile alta la tensione mediatica sulla loro triste vicenda, protesterà in piazza Pretoria, davanti al Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo. L'obiettivo dell'iniziativa è anche quello di cercare di capire concretamente e senza fronzoli di alcun tipo le reali intenzioni del Comune di Palermo su questo Istituto. I dipendenti, purtroppo, versano in una condizione economico-finanziaria complicatissima essendo in arretrato di circa 40 mesi di stipendio. Peraltro, l'Istituto, la cui situazione economico-finanziaria è al limite del default, con una scopertura di Tesoreria da far accapponare la pelle. I problemi di gestione sono tanti e tali che è impossibile compendiarli esaustivamente in questa sede; tuttavia, uno tra tutti, benché gli altri non siano certamente meno importanti, è quello che l'attività socio-assistenziale si avvia alla chiusura.

Per far fronte al predetto adempimento, il Consiglio di Amministrazione pro-tempore, al più presto si riunirà per deliberare sulla cessazione dell'attività socio-assistenziale e il conseguente trasferimento degli anziani ricoverati presso altre strutture. Di questa situazione, l'organo consiliare provvederà a informare tempestivamente tutti gli attori istituzionalmente competenti nel settore (dall'assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche Sociali e al Lavoro  Antonio Scavone, al sindaco Leoluca Orlando fio al prefetto della città di Palermo Antonella De Miro).

In buona sostanza, i dipendenti dell'Istituto, per tentare di recuperare un minimo di dignità sia retributiva che previdenziale, essendo che ormai è pressoché assente l'attività istituzionale, invocano da moltissimi anni a gran voce l'applicazione dell'art. 34 della L.R. n. 22 del 09.05.1986, nella parte in cui prevede l'estinzione dell'Ipab e il susseguente transito del patrimonio mobiliare, immobiliare e del personale dipendente nei ranghi del Comune territorialmente di appartenenza; esso, è pacificamente il Comune di Palermo. In via ufficiosa, dagli uffici dell'assessorato regionale alla Famiglia hanno fatto sapere che la Regione è disponibile ad approvare l'iter deliberativo per giungere all'estinzione dell'ente; tuttavia, in modo altalenante, non accade altrettanto da parte del Comune di Palermo che, per tutta risposta, in un incontro ufficiale avuto tra le parti il 9 gennaio scorso, per voce del sindaco, ha proposto l'applicazione del c.d. "concentramento"; il predetto istituto giuridico, originariamente regolato dalla c.d. "Legge Crispi" (l. 17.07.1890, n. 6972), è stato abrogato dal D.lgs. n. 207 del 04.05.2001 avente ad oggetto "Riordino delle sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, a norma dell'articolo 10 della legge 08 novembre 2000, n. 328".

Inoltre, un'applicazione odierna del c.d. "concentramento" alla luce del principio del vuoto legislativo in Sicilia, sarebbe impercorribile perché, la Regione Siciliana, dotata di competenza legislativa esclusiva in materia di Ipab, ha legiferato appunto con la L.R. n. 22/1986 ex art. 34 summenzionata, in ordine alle fattispecie di mutamento istituzionale che possono involgere le Ipab.

E' vero, com'è noto, che è stata sollevata una questione di legittimità costituzionale sull'art. 34 della L.R. n. 22/1986, il cui contenzioso è tutt'ora pendente alla Corte Costituzionale ma, è anche vero, che nelle more della pronuncia della Consulta, tale disposizione normativa è interamente e pienamente applicabile senza alcun limite di sorte. Per ogni eventuale ulteriore ed approfondimento, si invita a contattare gli uffici dell'ente, se del caso chiedendo del Direttore Amministrativo, ad uno dei seguenti contatti: Tel. fisso: 091-21-1138; e-mail: mail@ipabpalagonia.it Cordiali saluti.

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