Autotrasportatori sul piede di guerra per il caro navi, si annuncia un martedì di passione

A lanciare l'ultimo allarme “contro gli aumenti indiscriminati delle tariffe per il trasporto delle merci via mare” è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito. Nessuna novità sull'incontro chiesto dal governo regionale al ministero dei Trasporti

(foto archivio)

Autotrasportatori siciliani e sardi sul piede di guerra contro i rincari previsti per il 2020. Nonostante le fredde temperature rischia di essere una giornata calda quella di domani nei porti di Palermo, Termini e nel resto dell’Isola. A lanciare l'ultimo allarme “contro gli aumenti indiscriminati delle tariffe per il trasporto delle merci via mare” è Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito. Nei giorni scorsi anche Mariano Ferro, leader del movimento dei Forconi che sette anni fa paralizzò l’economia che viaggiava sui tir in Sicilia, ha dichiarato: “Se non arriveranno risposte martedì a partire dalle 5 saremo nei porti con gli autotrasportatori, poi si vedrà”.

In una lunga e accorata nota Traportounito spiega le ragioni della protesta. “Nessuno si illuda di trovarsi di fronte ai soliti quattro disperati da calmare con un tozzo di pane o peggio con promesse. Sicilia e Sardegna sono la punta di un iceberg di disagio, disperazione e rabbia. La totale incapacità del governo e della politica di comprendere che l'innalzamento dei costi e delle barriere infrastrutturali annientano territori come quelli delle due isole maggiori, sommata all’indifferenza con la quale si affrontano le rilevanti ripercussioni generate da normative internazionali e comunitarie, generano le premesse per innescare conflitti sociali che auspichiamo non escano fuori controllo”.

Al centro delle preoccupazioni della categoria il previsto aumento del 25% per le tariffe delle cosiddette “autostrade del mare”. Il Governo regionale ha chiesto è ottenuto da alcune compagnie la sospensione dei rincari fino al 7 gennaio in attesa di un incontro con il viceministro ai Trasporti Giancarlo Cancelleri. “Agli autotrasportatori siciliani - aveva dichiarato nei giorni scorsi il governatore Nello Musumeci - va la solidarietà del mio governo per la vertenza sul caro navi da e per le Isole. La Regione continuerà a fare pressioni sul governo nazionale affinché si possa trovare, il prima possibile, una soluzione. In tal senso, abbiamo già chiesto a Roma un incontro urgente e restiamo in attesa della convocazione".

“Il tempo è scaduto - afferma oggi Longo - e ciὸ a causa della totale assenza di provvedimenti urgenti, finalizzati ad attenuare i costi dei trasporti marittimi, nonché di una qualsivoglia capacità di pianificare azioni in grado di sostenere politiche economiche in territori degradati. “Per l’autotrasporto - conclude il segretario generale di Trasportunito - il caso Sicilia e Sardegna  rappresenta  una pericolosa scintilla nella polveriera di un Paese che si serve dell’autotrasporto per l’80% del trasporto delle sue merci, ma che continua in modo sempre più ottuso a considerare la maggioranza degli autotrasportatori come una sorta di emarginati da spremere sino a farli fallire, costringendoli a operare in condizioni di sfruttamento e ai limiti della legalità e della sicurezza stradale".

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All’annunciata protesta si è unita Unicoop Sicilia che, stando a quanto dichiarato dal presidente Felice Coppolino, sarà presente al fianco degli autotrasportatori dell’Aitras, l’Associazione italiana trasportatori. “Sacrosante sono le  richieste avanzate al governo nazionale, dallo stanziamento di fondi per l’autotrasporto siciliano all’istituzione di un tavolo tecnico permanente per risolvere il problema dell'aumento dei noli marittimi e della chiusura del tratto autostradale Palermo-Catania e Unicoop Sicilia le appoggerà in ogni modo possibile”.

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