Cent'anni dall'assassinio del sindacalista che sfidò la mafia: gli eventi in ricordo di Giuseppe Rumore

Fu ucciso con due colpi di fucile sotto casa il 22 settembre del 1919. Due giorni di iniziative in sua memoria a Prizzi

Due giorni di iniziative a Prizzi per il centenario della morte del sindacalista Giuseppe Rumore, ucciso dalla mafia il 22 settembre del 1919. Domenica 22 settembre il Comune di Prizzi e la Cgil deporranno una corona di fiori in via Giuseppe Rumore. E lunedì 23 settembre, alle 10,30, nell'auditorium Itg Prizzi, in via Giuseppe Di Marco, si terrà un convegno dal titolo  “L'antimafia sociale e il martirio di Giuseppe Rumore nel biennio rosso (1919-1920)”. Interverranno il sindaco Luigi Vallone, il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il responsabile dipartimento Legalità Cgil Palermo Dino Paternostro, il dirigente scolastico Pasquale Mancuso, il docente di italiano e storia Vaiana, Rosa Orlando, la figlia di Maria Vallone, la vedova di Rumore, Salvatore Sparacio, responsabile ufficio legale Cgil Palermo, Caterina Pecoraro e Rosetta Faragi, docenti di Diritto all'Itg Prizzi.

“Con il percorso del ricordo di tutti i sindacalisti uccisi intrapreso in questi anni, la Cgil Palermo - dichiara il segretario Cgil Palermo Enzo Campo - sta riportando alla luce le storie di tutti i protagonisti del movimento contadino. In questo modo, stiamo rinsaldando la memoria di quanti hanno lottato per il diritto al lavoro attraverso l'occupazione delle terre, rimettendoci la vita. Per noi questa è l'antimafia militante del mondo del lavoro, un movimento composto da uomini e da tantissime donne in prima fila che rivendicavano il lavoro come forma di emancipazione, diritti, giustizia e  libertà”.

“Rumore – aggiunge Enzo Campo - costituì un fronte unico tra i lavoratori delle leghe e gli operai di Palermo, per porre fine alle prepotenze di gabelloti e proprietari terrieri e iniziare una nuova era di giustizia sociale. Allievo e stretto collaboratore di Nicolò Alongi, sfidò apertamente la mafia, diventando un nemico pericoloso del sistema mafioso. L’obiettivo principale per lui era l’occupazione dei latifondi. Con Alongi organizzò lo sciopero delle campagne. Fu ucciso con due colpi di fucile sotto casa. Quest'anno, abbiamo intitolato a Palermo una strada a Maria Vallone, la moglie, donna coraggiosa che non smise mai di chiedere verità e giustizia per l'assassinio del marito”.  “Giuseppe Rumore, insieme a Nicolò Alongi – aggiunge Dino Paternostro - é stato un protagonista del “biennio rosso” contadino nella zona del Corleonese. E, come Alongi, ha pagato con la vita questo suo impegno al fianco dei lavoratori delle campagne per il lavoro, i diritti e la libertà. È stato assassinato dalla mafia e dal padronato agrario, che vedevano minacciati i loro privilegi dalle lotte dei contadini. È importante e significativo che - a cent’anni dal suo sacrificio - il sindacato, il Comune e le scuole lo ricordino, indicandolo alle nuove generazioni come un eroe, capace di sognare e di battersi per un futuro migliore. Ed è altrettanto importante e significativo, insieme a lui, ricordare la splendida figura della moglie, Maria Vallone, che non si chiuse nel suo dolore ma continuò l’impegno e la lotta del suo compagno di vita”.

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