Mercatini al coperto, progetto di Confimprese: "Così contrastiamo abusivi e disagi"

Consegnato al Comune un piano per la realizzazione di 8-9 tensostrutture, la prima potrebbe sorgere nel parcheggio Emiri. Felice: "Si possono aumentare gli stalli da 2.253 a 4 mila". Rifiuti e controlli, Piampiano: "I vigili da soli non ce la fanno, serve la polizia"

Stop ai mercatini rionali in strada, fra abusivismo, servizi inesistenti e montagne di rifiuti. Sì a strutture al coperto per tutelare chi è in regola, garantire il decoro e ridurre i disagi. Confimprese Palermo presenta al Comune un progetto che prevede l'installazione di 8-9 tensostrutture fisse, con l'obiettivo di incrementare gli stalli per i mercatari ed estenere a tutta la giornata (dalle 9 alle 20) le attività di vendita.

La prima sede è già stata individuata ed è il parcheggio Emiri, alla Zisa. Comune permettendo, qui potrebbe essere realizzata entro il 2020 un’area chiusa con almeno 80 stalli per gli ambulanti. C'è già il progetto, con tanto di rendering elaborato dagli aspiranti architetti Martina Guida e Cristina Curto. Oltre al mercato coperto della Zisa (in un'area che però il Comune ha già messo a bando in concessione per 21 mila euro annui), ne potrebbero sorgere altri a Bonagia, in via Galilei (dove si svolge la fiera di Natale) e all'ex Macello. 

Oggi i mercatini di Palermo sono 23, con 2.253 posti totali e 406 vuoti. La giornata con più stand attivi (437) è il sabato. Con il nuovo progetto di Confimprese, la proiezione è di 8-9 mercati al giorno da 80 stand ciascuno, e una disponibilità di posti giornalieri compresa tra 640 e 720, che equivarrebbe a oltre 4 mila posti contro i 2.253 attuali. "Ogni ambulante - spiega Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confinmprese - paga mediamente 4 mila euro all'anno per l'occupazione del suolo pubblico. Se dovesse andare in porto il nostro progetto, le tensostrutture verrebbero autogestite dai mercatari riuniti in un consorzio. Con 500 euro al mese si potrebbe garantire pulizia, guardiania e altri servizi. Togliere i mercati dalla strada è un'idea condivisa anche dall'amministrazione comunale, alla quale mettiamo sul piatto della bilancia questo progetto. Spetterà poi al Comune predisporre un regolamento con i criteri di selezione e modalità di passaggio dalla strada alle strutture al coperto".

La gestione di questo travaso permetterebbe agli ambulanti di non pagare più la tassa per l'occupazione di suolo pubblico. "Sarebbe direttamente il consorzio di commercianti - spiega Felice - a corrispondere al Comune un canone per l'occupazione delle aree dove installare le tensostrutture. Lo tsunami della revoca delle licenze agli ambulanti per mancato pagamento di Tosap e Cosap, rispettivamente tassa e contributo per l’occupazione di aree pubbliche, deve e può essere fermato. Restituendo le licenze subito a centinaia di commercianti che le hanno perse, attraverso un 'giubileo amministrativo'. Si tratta di un condono di tipo amministrativo e non di una sanatoria. In cambio di una restituzione immediata delle licenze revocate per gli inadempimenti temporanei, il commerciante si impegna a saldare le tasse arretrate, spalmandole in quarantotto mesi senza avere l’acqua alla gola con lo spettro sempre incombente della revoca della licenza. Ai Comuni, non solo quello di Palermo, chiediamo soltanto fiducia. Così abbiamo chiamato il fondo la cui istituzione è ormai improcrastinabile: fondo Fiducia, uno strumento che dia agli ambulanti ossigeno e mezzi per affrontare le pendenze senza che si ingrossino le file dell’abusivismo e aumenti la disoccupazione. Inoltre, il fondo Fiducia può essere finanziato dall’Unione europea come già accaduto nel Lazio". 

rendering mercatino parcheggio emiri-2

I numeri del comparto aggiornati al 30 giugno 2019, denuncia Confimprese Palermo, sono ferite fresche, le perdite enormi e impietose: in Italia gli ambulanti sono in tutto 179.969, 8.929 in meno rispetto al 2018; in Sicilia oltre il 10% del totale nazionale: 19.054, con una emorragia di 672 licenze rispetto al 2018. In provincia di Palermo vivono di commercio ambulante e mercatini 5.145 famiglie.

Una "fetta" consistente sono a Palermo, dove regna l'abusivismo e ogni giorno le strade in cui si svolgono i mercatini vengono letteralmente invase dai rifiuti. Il progetto di Confimprese permetterebbe di risolvere questi due problemi atavici, che il Comune oggi non riesce a fronteggiare. I controlli anti-abusivismo si sono nel tempo ridotti e quelli per il corretto conferimento dei rifiuti sono del tutto assenti. I vigili urbani raramente entrano dentro i mercatini o sanzionano chi abusivamente si piazza ai margini per vendere la merce. "Il contrasto all'abusivismo è la nostra priorità" dice l'assessore comunale alle Attività produttive, Leopoldo Piampiano, che ha preso contatti con la prefettura per affrontare quello che definisce "un problema di ordine pubblico".

"I vigili urbani da soli non ce la fanno - prosegue Piampiano - serve l'aiuto di polizia e carabinieri". Ciò non esime comunque la polizia municipale ad effettuare i controlli e gli stessi ambulanti a tenere puliti gli spazi dove montano le loro bancarelle. "E' paradossale - sostiene Piampiano - intervenire sui concessionari e non sugli abusivi che ci sono attorno. Tutti comunque sono tenuti al rispetto delle regole ed a mantenere il decoro". Cosa che oggi non avviene. 

"I mercatini rionali - conclude l'assessore alle Attività produttive - sono anacronistici e ormai incompatibili con il tessuto urbano. Sono tante le lamentele che ci arrivano per l'abusivismo e la sporcizia, ciò mette in crisi l'intero sistema. Ringraziamo Confimprese per il contributo di proposta, lo terremo in considerazione. Siamo disponibili ad affrontare un percorso nel rispetto di leggi e regolamenti, coinvolgendo il Consiglio comunale per regolamentare il settore. E' necessario voltare pagina".

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