Borsellino Quater: ergastolo per i boss Madonia e Tutino, 10 anni a due falsi pentiti

Reato prescritto per Scarantino, accusato di calunnia. I giudici hanno riconosciuto l'attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse. Salvatore Borsellino: "Scarantino vittima di un depistaggio. Alla base della strage ci sono dei pezzi dello Stato"

Ergastolo per i boss mafiosi Salvo Madonia, capomafia palermitano della cosca di San Lorenzo, tra i mandanti della strage di via D'Amelio in cui furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, e per Vittorio Tutino, esecutore materiale. Dieci anni di carcere per i falsi pentiti Francesco Andriotta e Calogero Pulci, accusati di calunnia: hanno depistato le indagini mandando in carcere sette innocenti. Prescritto, invece, il reato di calunnia per Vincenzo Scarantino. E' questa la sentenza emessa ieri sera dalla Corte d'assise di Caltanissetta presieduta da Antonio Balsamo che fa chiarezza sulla strage del '92. 

Per Scarantino, i giudici della corte hanno riconosciuto la circostanza attenuante di essere stato indotto a fare le false accuse. La sentenza è stata emessa dopo circa 11 ore di camera di consiglio. I verbali di tutte le udienze sono stati trasmessi alla Procura di Caltanissetta. Le indagini quindi non si fermano qui: presto sarà aperto un nuovo fascicolo. Resta da capire chi avrebbe depistato le indagini.

"Sono lieto di questa conclusione del processo: c'è un giudice a Berlino - commenta Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato e fondatore del movimento delle "Agende Rosse" in memoria di Paolo -. Ogni tanto arriva qualche notizia positiva. Ci tenevamo in maniera particolare -e l'abbiamo chiesto come parte civile- che Vincenzo Scarantino venisse scagionato. Scarantino è stato vittima, a sua volta, di un depistaggio. Le conclusioni di questo processo dimostrano chiaramente che alla base della strage ci sono dei pezzi dello Stato. Sono loro la mente organizzativa. A noi interessa che su questo si vada fino in fondo. Anche rispetto a chi ha avallato quei processi, il Borsellino Uno e due, a chi ha avallato i depistaggi".

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Commenti (2)

  • In un modo e nell' altro, la verità verrà a galla...

  • Borsellino (Salvatore) come al solito parte per la tangente: o ci è o ci fa; la sentenza è di importanza storica, perché viene certificato a livello giudiziario che le indagini che seguirono alla morte di Borsellino (Paolo) furono depistate, e che il depistaggio fu effettuato da uomini dello Stato. Che questi uomini siano stati la "mente organizzativa" lo dice Borsellino, non si sa su quali basi. Ad ogni modo questa sentenza è, o potrebbe essere, un punto di partenza importantissimo per ulteriori indagini: ma questo successo non si deve certo ai tanto al tanto acclamato Di Matteo, che all'epoca si bevve a pieno il depistaggio, credette alle parole di Scarantino, e a fronte della smentita del povero derelitto argomentò che DIETRO LA RITRATTAZIONE C'ERA LA MAFIA (!!!!) grottesco...

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