Il depistaggio dopo via D'Amelio, parla la moglie di Scarantino: "Fu costretto a mentire"

La donna è stata sentita nel corso del processo contro tre funzionari di polizia, accusati di avere deviato le indagini anche creando a tavolino falsi pentiti. Dito puntato contro l'ex capo della Mobile Arnaldo La Barbera. La rivelazione: "Mio marito aveva i numeri di telefono dei pm"

Via D'Amelio dopo la strage

"Ho trovato a casa dei foglietti del mio ex marito con i numeri dei cellulari e dell'ufficio dei pm, all'epoca in servizio a Caltanissetta, Nino Di Matteo, Anna Palma, Carmelo Petralia e Gianni Tinebra. A volte si chiudeva in stanza per parlare con loro al telefono". Lo ha rivelato - come si legge sul sito dell'Ansa - la moglie del falso pentito Vincenzo Scarantino, Rosalia Basile, deponendo al processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio costata la vita al giudice Borsellino e agli agenti di scorta. Imputati di calunnia aggravata i tre funzionari di polizia che avrebbero creato a tavolino falsi pentiti, proprio come Scarantino, costretti a raccontare una verità di comodo sull'attentato.

La teste ha consegnato i biglietti e ha raccontato che Scarantino sarebbe stato costretto a imparare a memoria un "copione" con le accuse da raccontare. A istruirlo sarebbe stato il pool investigativo che indagava sulle stragi guidato dall'ex capo della Mobile Arnaldo La Barbera, nel frattempo morto. "Dopo la detenzione a Pianosa - ha raccontato la donna - improvvisamente ammise il furto della 126 usata come autobomba per la strage. Mi disse 'devo farlo anche se sono innocente altrimenti mi ammazzano'".

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Commenti (6)

  • Avatar anonimo di Senzapaura
    Senzapaura

    Allora il corto torto non aveva quando al suo processo diceva che i pentiti sono gestiti da chi sa chi. Come lieto fine dopo che il pentito fatta quella dichiarazione va a buon fine e ottiene tutti i benefici, gli altri futuri pentiti sanno quello che dire è copiare per ottenere il sopra indicato, cioè completo meglio, tremila per lui e cinquecento per ogni componente del suo nucleo familiare, questo si capisce mensilmente, per poi non dimenticare l'affitto a carico del povero cittadino a seguire le spese farmaceutiche con l'accompagnamento scolastico e via di seguito.

  • Pusillanime!

  • Avatar anonimo di Isa prurè
    Isa prurè

    Come tutte le questioni scomode in Italia, anche questa rimarrà in aria.. L Italia insieme alle sue leggi e a chi le gestisce è un popolo di corrotti e corruttori.. Qui si pretende la verità, ma quando si mezzo c è lo stato, allora lo stato non può accusare se stesso... Indegni

  • Incolpato dopo che è morto. Il solito copione infamante. Tipico degli omicidi mafiosi dove il movente è sempre passionale:"questione di corna fu".

    • Di chi parla?

  • Avatar anonimo di ilTafano
    ilTafano

    Allora si indaghi anche su quei P.M.

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