Primarie Pd 2012, sentenza ribaltata: rappresentante di lista di Ferrandelli assolta

Francesca Trapani era finita sotto processo insieme al marito accusata di presunti brogli nei gazebo dello Zen. In primo grado era stata condannata a un anno, oltre all'interdizione dai pubblici uffici. Nella consultazione Ferrandelli vinse contro Rita Borsellino appoggiata da Orlando

Ferrandelli e il suo entourage mentre festeggiano i risultati delle primarie nel 2012

E’ stata processata insieme al marito dopo alcuni presunti brogli nei gazebo dello Zen per le primarie del Pd, che nel 2012 vinse la sfida con Rita Borsellino, ma dopo sette anni è caduta ogni accusa. I giudici delle prima sezione penale del tribunale di Palermo hanno assolto, riformando la sentenza di primo grado, Francesca Trapani e il compagno Maurizio Sulli. I due erano imputati perché avrebbero - secondo l’accusa - impedito il libero esercizio di voto. Esploso il caso dei presunti brogli Ferrandelli dichiarò: “Contro di me hanno utilizzato il ‘metodo Boffo’ ma non permetterò a nessuno di tradire il voto dei palermitani”. E lo stesso oggi commenta: "Avere fiducia nella magistratura è stata una scelta che ha sempre premiato, sia me che chi mi è stato accanto".

La Trapani, presidente dell’associazione Donne insieme associate e rappresentante di lista proprio per Ferrandelli, ha sempre respinto ogni accusa sostenendo di essersi messa a disposizione dei suoi associati, in alcuni casi pare anche custodendo i loro certificati elettorali. E in alcuni casi avrebbe - sempre secondo l’accusa - fornito la somma necessaria per partecipare alle primarie del Pd. Ma lo avrebbe fatto per consentire a chi voleva, ma non ne aveva la capacità economica, di prendere parte alla consultazione democratica.

In primo grado la donna era stata condannata a un anno di reclusione e all’interdizione dei pubblici uffici. Secondo alcune segnalazioni la donna sarebbe stata “una delle artefici - ricostruisce l’avvocato Vincenzo Favata, che l’ha assistita nel processo d’appello - dell’altissimo numero di preferenze ricevute da Ferrandelli nel 2012”. Segnalazioni per le quali sia lei che il compagno furono allontanati dai gazebo, ma dopo i controlli effettuati dai carabinieri non furono eseguiti né sequestro né perquisizioni.

“La sentenza di prima grado - dichiara l’avvocato Favata - era stata emessa in violazione di principi fondamentali che regolano il diritto positivo, posto che nell’ambito del diritto penale vige, a  presidio delle libertà fondamentali dell’individuo, il principio di legalità. Dal quale discendono i corollari della riserva di legge, della tassatività e del divieto di analogia. In altri termini il principio di legalità comporta che sia la condotta vietata che la concreta sanzione penale ad essa connessa siano prevedute da una legge penale espressa in maniera chiara ed inequivocabile. Il principio di tassatività attiene alla tecnica di formulazione della fattispecie e richiede che la stessa sia descritta in modo chiaro e non lasci al giudice discrezionalità nell’individuazione della condotta punibile. Nell’ambito del diritto penale il meccanismo giuridico dell’analogia non è applicabile”.

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