Nuovo processo Borsellino, Napolitano chiamato a deporre

Lo ha chiesto la Corte d’Assise. La testimonianza non riguarderà le telefonate intercettate tra il Capo dello Stato e l’ex ministro Mancino, ma sue eventuali conoscenze sulla presunta trattativa Stato-mafia

La Corte d’Assise ha chiesto che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, venga sentito come testimone nel nuovo processo per l’omicidio del giudice Paolo Borsellino che si è aperto oggi a Caltanissetta.

La testimonianza non riguarderà le telefonate intercettate tra il Capo dello Stato e l’ex ministro Nicola Mancino, ma sue eventuali conoscenze sulla presunta trattativa Stato-mafia. A chiedere di sentire Napolitano è stato Salvatore Borsellino, fratello del giudice, che si è costituito parte civile.

Il Capo dello Stato, dunque, verrà sentito su quanto a sua eventuale conoscenza sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, sulla sostituzione ala guida del ministero dell'Interno, nel 92, di Vincenzo Scotti con Nicola Mancino e sulle difficoltà che incontrò in Parlamento, nel '92, la conversione del decreto legge sul carcere duro. Tutte circostanze che il Capo dello Stato avrebbe appreso nella veste di presidente della Camera che rivestiva negli anni delle stragi mafiose del '92 e del '93.

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