Primo maggio, Boldrini: "Lotta alla mafia, verità sulle stragi e lavoro"

Il presidente della Camera ha visitato Portella della Ginestra prima di recarsi a Palazzo delle Aquile per la scopertura di una targa in onore di Mattarella: "Uomo coraggioso e protagonista del cambiamento"

Il sindaco Orlando ed il presidente della Camera Boldrini

Lotta alla mafia e lavoro al centro delle attenzioni del presidente della Camera Laura Boldrini in visita quest'oggi a Palermo (GUARDA IL VIDEO). "Questo luogo raccoglie tre simboli: la lotta alla mafia, la necessità di far emergere la verità sulle stragi e quella di dare dignità al lavoro", ha dichiarato la Boldrini. Dopo aver deposto questa mattina una corona di fiori al Sasso di Barbato di Portella della Ginestra, dove si consumò la strage, l'ex portavoce del Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) si è recata a Palazzo delle Aquile per la scopertura della targa commemorativa dedicata dell'ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella.

"Nella classe dirigente, non solo politica ma anche economica e finanziaria, si affermano comportamenti individuali e collettivi che favoriscono la mafia. Bisogna intervenire per eliminare quanto a livello pubblico, attraverso intermediazioni e parassitismi, ha fatto sì che proliferasse". Queste le parole di Piersanti Mattarella pronunciate nella Sala delle Lapidi dal presidente della Camera Laura Boldrini. "Se tutti quelli che parlano di mafia si comportassero in maniera tale da circoscriverla - prosegue la Boldrini - forse avremmo già fatto un grosso passo avanti. Tutti quelli che avvertono la gravità di questo fenomeno, si comportino per creare le condizioni di isolamento".

Dopo l'introduzione del presidente del consiglio comunale Totò Orlando, è il sindaco di Palermo a prendere la parola per ricordare quanto la figura di Mattarella sia stata fondamentale per dare inizio ad una stagione di cambiamenti nella nostra terra. "Come sarebbero la Sicilia e Palermo se quel 6 gennaio il piombo politico-mafioso non avesse fermato Piersanti e se la sua esperienza non fosse stata fermata da quei pezzi dello Stato e della politica che decisero la sua morte? Io so che la sua uccisione non sarebbe stata possibile senza la copertura dei Salvo, senza la complicità della corrente andreottiana della DC e di Ciancimino. Piersanti è stato un vero professionista dell'antimafia perché ha unito alla tensione etica e morale la competenza tecnica e la visione politica. Di professionisti dell'antimafia come lui la Sicilia ha ancora bisogno".

Non manca occasione per il cittadino numero uno del capoluogo di sferrare un duro attacco: "Nel rapporto fra Sicilia, mafia ed istituzioni, c'è ancora qualcuno che pensa, dopo l'uccisione di Mattarella, che la mafia sia fuori dallo stato? Che la mafia sia fuori dalle banche e dalla chiesa? Se c'è qualcuno che pensa questo, evidentemente sta parlando di normale criminalità e chiedo scusa per l'aggettivo normale".

Il presidente della Camera passa poi in rassegna alcune delle figure emblematiche di quel periodo buio per la Sicilia, sottolineando l'imponente senso civico di Mattarella: "Per parlare così in quegli anni ci voleva coraggio. Solo nei due anni precedenti al suo omicidio, tra il '78 ed il '79, la mafia aveva assassinato Peppino Impastato, il giornalista Mario Francese, il segretario della DC palermitana Michele Reina, il vice questore Boris Giuliano ed il giudice Cesare Terranova". La Boldrini ha poi ricordato alcuni passaggi fondamentali dei 22 mesi di presidenza della regione di Mattarella che "fu protagonista assoluto di una stagione di rinnovamento del tutto inedita per la Sicilia di allora attraverso la radicale riforma della burocrazia regionale, la riforma urbanistica, la ristrutturazione di tutti gli enti regionali ed una nuova legislazione sul sistema degli appalti pubblici. Tutte misure che iniziarono a colpire pesantemente l'affarismo mafioso e le sue connessioni con il mondo della politica, delle professioni e dell'economia. La sua fu un'autentica dichiarazione di guerra agli interessi criminali che devastavano la società".

Prima di passare alla scopertura della targa, il presidente Boldrini ha fatto infine riferimento all'attuale situazione politica ricordando come "nel nostro Paese, la domanda di cambiamento che si è espressa nelle recenti elezioni è stata prepotente, ed esige risposte convincenti - poi conclude - Se possiamo sperare di trovar queste risposte, non facendo restare mute ed impotenti le istituzioni, è anche perché ad aiutarci c’è la memoria di uomini come Mattarella. Un figlio della Sicilia migliore, un esempio al quale tutto il paese deve continuare a guardare, non solo per gratitudine, ma per trarne la forza e le idee che, oggi più di ieri, sono indispensabili".

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