Palermo capitale dell'oro digitale, spunta in città il primo Atm Bitcoin del Sud Italia

Lo sportello automatico, il primo da Roma in giù che consente di depositare e prelevare, è stato installato giovedì scorso da Lop Store, rivenditore di sigarette elettroniche, in corso Calatafimi 220. La novità non è passata inosservata ai passanti

Il negozio dove è stato installato l'Atm Bitcoin

Palermo capitale dell'oro digitale. Sbarca in città il primo Atm Bitcoin del Sud Italia che permette di depositare e prelevare denaro contante e trasformarlo nella criptovaluta in modo rapido e innovativo. Da giovedì scorso al civico 220 di corso Calatafimi, da Lop Store, è apparso infatti uno sportello automatico che consente di convertire la moneta cartacea in "moneta virtuale", nel pieno rispetto della privacy del cliente. La novità non è, di certo, passata inosservata agli occhi di passanti e curiosi che si sono avvicinati a chiedere informazioni al rivenditore di sigarette elettroniche e liquidi per e-cig.

Si tratta del primo CryptoLocal Atm da Roma in giù, a Napoli è presente invece uno sportello che consente solo di acquistare in Bitcoin. Una tecnologia che sta in modo sempre più prepotente rivoluzionando il settore dei servizi finanziari e che negli ultimi anni si sta espandendo anche in Italia, dove sono a oggi presenti una trentina di sportelli, localizzati soprattutto a Milano. Il primo vero e proprio negozio di Bitcoin del Bel Paese si trova invece a Rovereto.

La moneta matematica è trasferibile in modo istantaneo attraverso l'utilizzo di un protocollo di sicurezza crittografica. Le transazioni non necessitano, infatti, di intermediari, non hanno limitazioni geografiche o orarie e sono gratuite. Fautore del gettone digitale fu Satoshi Nakamoto, che nel 2008 diede vita al cosiddetto "protocollo Bitcoin" ma di cui la reale identità resta ancora oggi sconosciuta. Ciò che si sa è che nel dicembre 2017 l'ignoto inventore era tra i 50 uomini più ricchi al mondo.

sportello-2Alle 16.57 di oggi, lunedì 18 giugno, per acquistare una sigaretta elettronica del valore di 20 euro sono necessari 0,00359 Bitcoin. Il prezzo del "gettone" varia ogni sessanta secondi in base alla domanda e all'offerta. Il suo valore è incrementato di molto nel corso degli ultimi anni. Se nel 2009 valeva infatti pochi centesimi, nel 2017 è passato da 2900 euro a 18 mila per poi avere una battuta d'arresto dall'inizio del 2018. Oggi vale 5560,20 euro.

"Abbiamo deciso di buttarci in questa nuova esperienza - spiega a PalermoToday Gregorio Lo Porto, uno dei soci di CryptoLocalATM - perché da qualche anno giochiamo con i Bitcoin e ci sembrava normale stare al passo coi tempi. In negozio è comunque sempre possibile pagare i prodotti anche con contanti. Vogliamo, però, incitare sempre più persone a utilizzare questo metodo che può essere molto utile a livello finanziario".

"Portafoglio" per i Bitcoin è il cosiddetto wallet, una card digitale che consente sia di tenere i "gettoni" al sicuro che di ricevere e inviare pagamenti. Quando si apre un wallet il sistema assegna automaticamente un codice personale alfanumerico chiamato “chiave pubblica” ma alcuni danno vita anche al sempre più noto QR-Code che è necessario comunicare per effettuare qualunque operazione. E' possibile impostare una chiave d'accesso per crittografare i dati in modo che, se si perde il "portafoglio", nessun altro utente potrà utilizzare i propri Bitcoin.

Una realtà, questa, in continua evoluzione di cui molti, soprattutto nelle regioni del Sud, non conoscono ancora le potenzialità. Al Sud Italia non sono ancora molti gli store attrezzati per il "pagamento digitale" ma la "moneta" può essere usata per gli acquisti online o tornare utile quando si è in viaggio in giro per il mondo. "Tra gli aspetti principali - racconta il tecnico installatore di CryptoLocalATM, Carmelo Gozzi - bisogna senza dubbio menzionare la tracciabilità di tutte le operazioni che a differenza dei normali conti correnti bancari restano per sempre. Il block chain è infatti un registro pubblico che non viene mai cancellato. Altro aspetto importante è la possibilità di essere la banca di se stessi dal momento che non ci sono altri enti intermediari che controllano la moneta", Ma non solo. Ogni transazione non è mai fine a se stessa perché dietro ognuna di essa ci sono dei "minatori" che non sono uomini dalle facce annerite costretti a rischiare la vita per un pugno di carbone ma ingegneri, con super computer, dai polpastrelli velocissimi. "Costoro - conclude Gozzi -generano grandi quantità di calcolo e la loro ricompensa viene a sua volta pagata in Bitcoin". 

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