Pensionati pronti alla battaglia: presidio davanti a Palazzo d’Orleans

Il 26 gennaio prevista una manifestazione per consegnare al presidente della Regione Lombardo oltre centomila firme, raccolte dalle tre sigle sindacali, con l'obiettivo di garantire maggiori servizi per gli anziani

Pensionati in piazza (foto archivio)

Gli anziani devono sapere quali sono i loro diritti e devono chiedere con forza che vengano rispettati. Non si può più rinviare l’istituzione di una legge organica sui servizi socio sanitari in Sicilia e va istituito un fondo per la povertà nell’Isola. Parte anche da queste considerazioni, l’avvio di una campagna mobilitazione massiccia degli anziani siciliani. Una mobilitazione che vedrà il primo passo concreto il prossimo 26 gennaio, quando i pensionati istituiranno un presidio davanti a Palazzo d’Orleans per consegnare al governatore Raffaele Lombardo le oltre centomila firme che le tre sigle sindacali dei pensionati hanno raccolto negli ultimi mesi del 2010 e che non sono mai riusciti a consegnare al presidente della Regione. Firme raccolte da Cgil, Cisl e Uil per chiedere al governo regionale una legge regionale che accolga le necessità legate alle politiche sociali e alla non autosufficienza dei siciliani.

Tutti in strada dunque, a partire dal 26 gennaio prossimo. La decisione è stata presa questa mattina dai segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, rispettivamente Saverio Piccione, Carmelo Raffa e Antonino Toscano, nel corso del direttivo unitario delle tre sigle sindacali. Fronte comune per una lotta unica, con l’obiettivo di garantire maggiori servizi per gli anziani siciliani. Al direttivo hanno preso parte anche Maurizio Bernava, segretario regionale Cisl e Claudio Barone, segretario regionale Uil. “Le prospettive del governo siciliano – dice Carmelo Raffa, segretario generale Fnp Sicillia – sono inefficienti e insufficienti rispetto alla necessità di protezione sociale delle fasce più deboli. Noi chiediamo che le risorse, quelle già esistenti, vengano utilizzate in modo corretto e finalizzato, non con un sistema a pioggia. Le risorse sono poche ma vanno distribuite in modo equo per garantire servizi minimi a chi ne ha più bisogno. Il direttivo unitario di oggi, ha lo scopo di lanciare una campagna di mobilitazione dei pensionati siciliani. La gente deve conoscere a fondo la questione. La Regione non tiene conto della povertà. La politica siciliana è incapace di realizzare un equilibrio minimo nella nostra società. In un anno non siamo mai riusciti a consegnare le firme della petizione al presidente Lombardo. E questo è inaccettabile”.

A partire da giovedì 26 gennaio, pertanto, scatterà una mobilitazione costante con un presidio davanti Palazzo d’Orleans e subito dopo in ogni comune e in ogni provincia siciliana, ci saranno costanti manifestazioni della popolazione anziana, per far conoscere e far valere i propri diritti. “La crisi e i conseguenti tagli alle spese sociali e sanitarie  - dice Saverio Piccione, segretario generale Spi Cgil Sicilia – hanno aggravato drammaticamente le condizioni di vita di migliaia di pensionati siciliani. Siamo ormai ad un tasso di povertà assoluta prossimo all’8%, mentre quella relativa ha superato il 30%. Urge un uso programmato delle scarse risorse esistenti. Per questo occorre avviare con l’assessorato alle Politiche sociali un confronto serio sull’uso delle risorse disponibili. Chiediamo, inoltre, l’approvazione di una legge organica sulle politiche sociali, come sostengono da tempo i sindacati dei pensionati".

“La Sicilia - osserva il segretario regionale della Uil Pensionati Antonino Toscano – deve dotarsi di una legge organica delle politiche sociali e di un fondo per la non – autosufficienza: due temi attorno ai quali si è concentrata l’attenzione dei sindacati dei pensionati che, nell’ultimo trimestre del 2010, hanno avviato una petizione popolare raccogliendo oltre 100 mila firme in tutta l’isola. Vorremmo – conclude l’esponente della Uil – che la politica regionale ne prendesse atto, impegnandosi per assicurare alla Sicilia prospettive diverse e concrete possibilità di futuro alle famiglie e ai giovani già a partire dall’anno in corso”. La petizione avviata nel 2010 e chiusa a dicembre dello stesso anno, è stata avviata per chiedere una legge quadro organica delle politiche sociali e di integrazione socio sanitaria in Sicilia, che recepisca la legge 328/00 e prenda il meglio della legislazione siciliana prodotta in materia. Una legge regionale sulla "Non autosufficienza". Una legge sull’Accreditamento dei servizi e delle prestazioni sociali. E infine interventi immediati di contrasto alla povertà, attraverso il recupero diretto ed indiretto del potere d’acquisto delle pensioni ( esenzioni addizionali irpef, tassazione sociale e tariffe sociali, ecc), e l’abolizione dei ticket sanitari su farmaceutica e diagnostica.
 

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