Poste italiane taglia il servizio di recapito a Palermo, il Consiglio comunale non ci sta

Un ordine del giorno per chiedere che anche in Sicila venga garantito il necessario livello qualitativo nell'erogazione dei servizi postali

Un ordine del giorno proposto dalla Presidenza del Consiglio comunale e firmato da tutti i capi gruppo ed approvato dal Consiglio Comunale per chiedere che anche in Sicilia venga garantito il necessario livello qualitativo nell'erogazione dei servizi postali secondo modalità che siano rispettose della professionalità dei lavoratori del settore. L'invito è stato rivolto al presidente della Regione, Rosario Crocetta e al sindaco della Città Metropolitana di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando per attivare un tavolo istituzionale con i rappresentanti del Governo, di Poste Italiane e con le organizzazioni sindacali di categoria.
 
Nei giorni scorsi in merito alla scelta di Poste Italiane di ridurre drasticamente il servizio di recapito della corrispondenza a Palermo, il sindaco Orlando, aderendo all'invito rivolto alle Istituzioni locali in occasione di una manifestazione organizzata dai sindacati delle Poste, aveva commentato che tale decisione: "Appare del tutto incomprensibile costare che Palermo sia l’unica fra le grandi città metropolitane senza la consegna giornaliera con un taglio del servizio che ne danneggia pesantemente la qualità oltre che determinare gravissime ripercussioni occupazionali”.

Per Leoluca Orlando, quindi, “non è pensabile che il processo di privatizzazione in atto venga compiuto mortificando il ruolo postale di Poste italiane, pur comprendendo la volontà aziendale di diversificare l'offerta includendo servizi (come i bancari o telefonici) tradizionalmente non affini a Poste e per questo credo oggi più che mai opportuno che tutte le Istituzioni e la rappresentanza politica del nostro territorio si uniscano all'impegno delle Organizzazioni Sindacali, perché mai come ora l'impegno per la qualità dei servizi ai cittadini e per i livelli occupazionali sono stati così tanto concomitanti".

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L'ordine del giorno nasce dalla presa d'atto che in questi mesi le organizzazioni sindacali hanno evidenziato che l'ulteriore vendita sul mercato di azioni di Poste Italiane programmata dal Governo, determinerà un notevole aumento del capitale privato, limitando fortemente il controllo pubblico sulla società con il rischio di spacchettamento dell'azienda tra il settore più redditizio dei servizi finanziari ed assicurativi da quello del recapito, oltre al fatto che dallo scorso 5 ottobre 2015 l'aereo postale arriva solo a Catania e la corrispondenza raggiunge le altre città siciliane attraverso il trasporto gommato determinando, tra l'altro, un notevole ritardo nelle consegne e che la nuova riorganizzazione del piano di servizio di recapito in vigore da febbraio 2016 non inserisce le città siciliane tra le aree metropolitane e quindi il servizio di recapito - si legge ancora nell'ordine del giorno - sarà espletato a giorni alterni con grandi ripercussioni sulle piante organiche e incidendo negativamente sui futuri sviluppi occupazionali.

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