Resta ancora alta l’allerta al porto 700 immigrati attendono il rimpatrio

Cinquecento gli uomini delle forze dell'ordine a presidiare la zona. Nelle prossime ore previsti i voli per il trasferimento. Un tunisino ricoverato a Villa Sofia: "Preso a calci e pugni da cinque poliziotti a Lampedusa"

I clandestini in attesa del rimpatrio

Rimane ancora blindato il molo Santa Lucia del porto di Palermo dove si trovano circa settecento nordafricani sistemati sulle navi Moby Vincent, Moby Fantasy e Audacia. Per presidiare le imbarcazioni, all'interno e all'esterno, sono stati impiegati circa cinquecento esponenti delle forze dell'ordine per evitare incidenti o sommosse.

I migranti si trovano in queste condizioni da ieri dopo il trasferimento da Lampedusa. La situazione è dovuta all'incendio che nei giorni scorsi ha parzialmente distrutto il centro di accoglienza dell'isola. Nelle prossime ore dovrebbero partire altri voli per il loro trasferimento. In questo frangente non sono mancati momenti di tensione. Naji Hsen, tunisino di 30 anni, attualmente ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria di Villa Sofia, era stato portato a Palermo in elisoccorso mercoledì scorso. Il tunisino ha raccontato di essere stato aggredito, assieme ad altri due ragazzi, da cinque poliziotti: "Ci hanno preso a manganellate, calci e pugni. Non so perché". Poi racconta i momenti successivi all'incidente di Lampedusa: "Quando è scoppiato l'incendio mi sono subito allontanato. C'era troppo fumo, non riuscivamo a respirare. Il vero inferno è stato il giorno dopo quando sono stato picchiato senza ragione dai poliziotti. Io non ho opposto resistenza, ma loro mi hanno massacrato lo stesso".

Questi gli ultimi fatti riguardanti Naji Hsen, scappato dalla Tunisia perché con il suo stipendio da operaio non riusciva a sopravvivere. Il viaggio della speranza gli sarebbe costato circa mille dinari (550 euro). Gli extracomunitari attendono dunque di essere rimpatriati, ma Tunisi accetta solo 100 trasferimenti al giorno. Pare che ci vorranno circa 15 giorni per completare le operazioni. Nel frattempo dormiranno in due stanzoni su poltrone reclinabili, due bagni ogni 50 persone e nessuna doccia. Per mangiare utilizzeranno la stessa mensa degli agenti facendo i turni.

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