Niente chemio durante le feste, la replica dall'Oncologia: "Rispettata volontà pazienti"

"La scelta è stata presa in accordo anche con le famiglie, fa parte del processo di umanizzazione delle cure”. A parlare è Antonio Russo, direttore del reparto dell’ospedale Policlinico, che risponde alle accuse mosse dai consiglieri comunali della Lega

Il reparto di Oncologia del Policlinico (foto archivio)

"I trattamenti chemioterapici non sono stati sospesi per Natale e Capodanno per un capriccio, si tratta di una scelta che rientra nei processi di umanizzazione delle cure dei nostri pazienti, presa in accordo con loro e le famiglie. Il nostro personale sanitario, in quei giorni, ha continuato a mandare avanti il resto delle attività”. Spegne così le polemiche il professore Antonio Russo (nella foto allegata), direttore dell’Oncologia del Policlinico. Il suo reparto negli scorsi giorni era finito nel mirino dei consiglieri comunali della Lega Igor Gelarda ed Elio Ficarra, che si erano scagliati contro la "sospensione del servizio" alla vigilia di Natale e alla vigilia dell'anno nuovo.

Il caso era stato sollevato dai due esponenti del Carroccio, che hanno pubblicato le foto dei due avvisi comparsi nel reparto: “Il 24 e il 31 dicembre non saranno effettuati né trattamenti antiblastici né prelievi”, diceva uno cui se ne aggiungeva un secondo relativo alla Farmacia e agli orari di apertura e chiusura. “Non è accettabile - hanno dichiarato - che in un ospedale siano sospese terapie tanto importanti per le ferie di fine anno del personale e con tanta leggerezza. Ci vuole più rispetto per i pazienti”. Ma così non sarebbe per il professore Russo, che ha voluto chiarire come la decisione fosse stata presa dopo un consulto con lo psicologo della struttura sanitaria.

ANTONIO RUSSO-3“Ci è stato chiesto di evitare di ricevere in quelle date un trattamento potenzialmente tossico che - chiarisce a PalermoToday - avrebbe potuto interferire con le relazioni affettive familiari. Tra l’altro, nei suddetti giorni, sarebbe stato comunque impossibile somministrare terapie lunghe che necessitano di più giornate consecutive per la loro infusione. Le terapie sono state opportunamente e preventivamente riprogrammate a distanza di uno o al massimo due giorni in modo tale da non provocare alcun danno in termini di efficacia”.

Dunque, al di là delle somministrazioni per via endovenosa, non ci sarebbe stata alcuna pausa per le festività in relazione all'attività ambulatoriale clinica di oncologia medica e alla genetica oncologica, alle consulenze, ai piani terapeutici e per alla prescrizione delle chemioterapie orali "che rappresentano - sottolinea ancora il professore - una quota ingente di tutti protocolli".

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