Addio rinviato, Di Matteo resta a Palermo per altri sei mesi

Slitta a fine novembre l'arrivo del pubblico ministero palermitano alla Procura nazionale antimafia. Lo ha deciso il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia

Nino Di Matteo resta sostituto procuratore a Palermo per altri sei mesi, a partire dal 15 maggio. Lo ha deciso il Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia. L'arrivo del pubblico ministero palermitano alla Procura nazionale antimafia slitta a questo punto a fine novembre. La comunicazione del ministero è giunta oggi alla Procura di Palermo: accolta così la richiesta di "posticipato possesso" avanzata dal capo della Procura di Palermo, Francesco Lo Voi un mese fa per consentire al magistrato di seguire il procedimento, ma anche per i problemi di sicurezza che gli spostamenti da e per Roma avrebbero potuto determinare.

Il 15 marzo, il plenum del Consiglio superiore della magistratura aveva assegnato al pm che segue il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, vincitore di uno dei cinque posti messi a concorso, un posto da sostituto procuratore della Procura nazionale antimafia. Di Matteo potrà continuare a seguire il processo, ma anche altre indagini.

Slitta quindi l'addio del pm antimafia più scortato d'Italia, dopo le polemiche dei giorni scorsi: “Qui non potevo più restare - ha detto Di Matteo nei giorni scorsi -. Prima per scadenze normative, poi per una precisa scelta del procuratore Lo Voi, non sono stato messo nelle condizioni di potermi dedicare a tempo pieno alle indagini antimafia. Non potevo continuare a tentare malamente di conciliare un processo complesso come quello sulla trattativa con la massa dei processi riguardanti truffe, furti e piccoli reati. Non era più tollerabile una situazione che mi è apparsa ingiusta e paradossale, tanto più in un contesto di sovraesposizione per me e i miei familiari”:

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