Stranieri si ribellano al pizzo a Ballarò, fissata l'udienza preliminare per 9 imputati

Avrebbero seminato il terrore cercando di piegare alle loro "leggi" i commercianti che da diverso tempo gestiscono attività nel quartiere. Il 10 aprile il gup Vittorio Alcamo vaglierà la richiesta di rinvio a giudizio della Procura

L'arresto

Richieste di pizzo, rapine, minacce anche armate, schiaffi, pugni ed insulti. E’ così che avrebbero seminato il terrore a Ballarò, cercando di piegare alle loro “leggi” i tanti stranieri che da diverso tempo gestiscono attività commerciali nel quartiere. Per nove persone è stata adesso fissata l’udienza preliminare: i fratelli Giuseppe, Emanuele, Giacomo e Santo Rubino, Alfredo Caruso, Giovanni Castronovo, Vincenzo Centineo, Emanuele Campo e Carlo Fortuna dovranno infatti presentarsi il 10 aprile davanti al gup Vittorio Alcamo, che vaglierà la richiesta di rinvio a giudizio della Procura.

LE IMMAGINI DEL BLITZ A BALLARO'

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Ad accusare gli imputati – come è emerso dalle indagini coordinate dai sostituti Sergio Demontis ed Ennio Petrigni – ci sono diversi stranieri che, dopo aver subito ritorsioni anche molto violente, non avevano esitato a rivolgersi alla polizia per denunciare. I nove erano stati arrestati nell’ambito dell’operazione “Maqueda” del 23 maggio dell’anno scorso, scattata poche settimane dopo il ferimento, in via Fiume, del giovane gambiano Yusupha Susso, raggiunto da un colpo di pistola alla testa proprio perché anche lui non avrebbe voluto sottostare alle regole del branco. “Un branco pronto alla caccia, alla razzia” che non avrebbe esitato a “imporre e consolidare una sorta di animalesco e primordiale predominio territoriale”, così l’avevano definito gli investigatori. Tuttavia, in sede di riesame, quasi tutti gli imputati erano stati scarcerati perché i giudici avevano annullato le ordinanze di custodia cautelare. 
 

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