Pino Maniaci rinviato a giudizio per estorsione, il giornalista: "Ora potrò difendermi"

Secondo l'accusa il direttore di Telejato avrebbe preteso favori e denaro da amministratori locali minacciandoli, in caso di rifiuto, di avviare campagne mediatiche negative nei loro confronti

Pino Maniaci

Il Gup di Palermo Gabriella Natale ha rinviato a giudizio il direttore di Telejato, Pino Maniaci, accusato di estorsione. Secondo l'accusa, rappresentata dai pm Roberto Tartaglia, Amelia Luise, Francesco Del Bene e Annamaria Picozzi, Maniaci avrebbe preteso favori e denaro da amministratori locali minacciandoli, in caso di rifiuto, di avviare campagne mediatiche negative nei loro confronti. 

Maniaci, per anni volto simbolo dell'antimafia, è finito nella bufera nel mese di maggio dello scorso anno quando i carabinieri hanno messo a segno l'operazione Kelevra con l'arresto di 10 persone a Borgetto. Il nome del giornalista venne fuori mentre i carabinieri indagavano sulle pressioni ricevute dal sindaco di Borgetto. Il direttore dell'emittente di Partinico avrebbe ricevuto somme di denaro e agevolazioni dai sindaci di Partinico e Borgetto per evitare commenti critici sull'operato delle amministrazioni. Poche centinaia di euro - 100, 150 - che sarebbero stati ottenuti con la minaccia. Ma Maniaci è accusato di aver estorto a Salvatore Lo Biundo, primo cittadino di Partinico, anche un’assunzione per l'amante. (IL VIDEO CON LE INTERCETTAZIONI)

Il processo, che comincerà il 19 luglio davanti alla Seconda sezione del tribunale, è stato disposto anche per altri 11 imputati tra presunti boss e presunti estortori. Alla sbarra: Nicolò Salto, Giuseppe, Antonino, Tommaso, Francesco e David Giambrone, Francesco Petruso, Antonino Frisina, Antonio Salto e Salvatore Peteuso. Salvatore Brugnano ha scelto il rito abbreviato

Maniaci ha sempre respinto tutte le accuse e oggi ribadisce:"Con il rinvio a giudizio potrà dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati". Solo ieri era stata annunciata la chiusura di Telejato, per il peso delle querele presentate anche da investigatori e magistrati.

"L'esito di questa udienza preliminare conferma purtroppo il fallimento del Codice di procedura penale, in particolare il fallimento dell'udienza preliminare come filtro per evitare i processi per reati privi di prova". Commentano gli avvocati Antonio Ingroia e Bartolomeo Parrino, difensori di Pino Maniaci. "Maniaci - aggiungono - è stato prima condannato mediaticamente e ora viene processato giudiziariamente sulla base di accuse non sorrette da prove idonee". 

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