"Giornalisti puttane e pennivendoli", cronisti in piazza contro gli attacchi di Di Maio

Un presidio in piazza XIII vittime e un flash mob al Massimo per aderire all'iniziativa nazionale indetta dalla Federazione nazionale della stampa e condivisa dall'Ordine dei giornalisti. Conte: "la libertà di  stampa non è in discussione. Ma come spesso voi attaccate violentemente noi, può capitare che anche voi veniate attaccati"

La manifestazione in piazza Verdi

"Libertà di stampa = democrazia". Anche i giornalisti siciliani sono scesi in piazza "a difesa della libertà di  stampa e di informazione e a tutela della dignità della categoria". Dopo "gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista", l'Associazione siciliana della stampa e l'Ordine dei giornalisti di Sicilia hanno aderito alla manifestazione nazionale indetta dalla Federazione nazionale della stampa, condivisa dall'Ordine dei giornalisti, che ha promosso il flash mob #Giù'LeManiDallInformazione. Un'iniziativa aperta non soltanto ai cronisti, ma anche a cittadini e associazioni che si sono ritrovati stamani davanti al Teatro Massimo per ribadire che "l'informazione è un bene essenziale per la democrazia". In piazza, tra gli altri, anche il segretario regionale dell'Assostampa Sicilia, Roberto Ginex, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, gli assessori comunali Sergio Marino, Emilio Arcuri, Giovanna Marano, Giuseppe Mattina, il parlamentare regionale Claudio Fava, il capogruppo dem al Consiglio comunale, Dario Chinnici, e quello di Sinistra comune, Giusto Catania.

"L'iniziativa di oggi non è una difesa corporativa - ha detto all'Adnkronos Giulio Francese, presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia -. I giornalisti sono stufi di essere attaccati. Vivono un momento particolare, c'è una lunga crisi, un precariato avvilente e nonostante questo in molti continuano a lavorare con passione e a testa alta. Sentirsi insultati dalle istituzioni non è piacevole - ha aggiunto - e non era fino a ieri immaginabile. Oggi scendiamo in piazza per dire basta e per iniziare un nuovo percorso. Qualcuno vorrebbe addomesticarci e noi abbiamo il dovere di rispondere con i fatti, raddoppiando i nostri sforzi, cercando di lavorare meglio e di essere vicini ai cittadini che difendendo i giornalisti da attacchi e insulti difendono il proprio diritto a essere informati correttamente".

Di Maio e Di Battista attaccano i giornalisti: "Sciacalli e pennivendoli"

E da Villa Igiea, dove è in corso la conferenza sulla Libia, è intervenuto sul tema anche il premier Conte. Rispondendo alle domande dei cronisti, ha rassicurato: "Questo governo, non io personalmente che è scontato, è per la libertà di stampa, non dovete assolutamente temere, non sarà mai posto in discussione un principio fondamentale di qualsiasi sistema costituzionale". E poi ha aggiunto: "la libertà di 
stampa non è in discussione. Ma come spesso voi attaccate violentemente noi, può capitare che anche voi veniate attaccati violentemente. Ci sta".

La manifestazione è stata anticipata da un presidio indetto dall'Unci si è svolto in piazza XIII Vittime dove si trova il Giardino della libertà di stampa, uno spazio ideato qualche anno fa dal vicepresidente nazionale dell'Unione cronisti, Leone Zingales, che ha partecipato al sit in assieme ai membri del Consiglio direttivo del Gruppo siciliano, Antonella Romano e Gioia Sgarlata. "Sono inaccettabili gli attacchi alla libera informazione - ha detto Zingales -. Nessuna censura, nessuna intimidazione, ci farà indietreggiare. Basta con chi offende, minaccia e insulta quotidianamente i giornalisti e l'intera categoria. Respingiamo i frequenti tentativi di imbavagliare la stampa".

In piazza anche la Cgil con il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo, intervenuto assieme al segretario provinciale Alessia Gatto: "Siamo per la libertà di stampa, per la libertà dei cittadini, per la libertà del mondo del lavoro. Per il mondo del lavoro è fondamentale che ci sia la libertà di stampa per raccontare la realtà del nostro Paese. Credo sia fondamentale in un paese civile avere una stampa libera da ogni condizionamento economico e di appartenenza, per potere svolgere bene il suo ruolo fondamentale per la democrazia. Dove non c'è libertà di stampa non c'è democrazia”. 

manifestazione libertà stampa2-2

 Le reazioni

Secondo il presidente della Regione, Nello Musumeci, "La libertà di stampa è un diritto irrinunciabile a garanzia di tutti. Un grande valore che non può assolutamente essere messo in discussione da nessuno. La pluralità dell'informazione serve, soprattutto per chi fa politica, a comprendere appieno qual è il sentire della gente, il parere degli altri, le loro opinioni e per questo aiuta a riflettere. Chi si sente leso dal contenuto di articoli di stampa può far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti, ma non può aggredire verbalmente con insulti irripetibili. Ecco perché condivido la protesta di oggi. Precedenti e concomitanti impegni istituzionali, purtroppo, non mi consentono di poter essere presente in piazza a Palermo, ma voglio far giungere, da presidente della Regione e da iscritto veterano all'Ordine dei giornalisti, la vicinanza mia personale e del governo a tutta la categoria per l'affermazione di un principio sacrosanto".

Il sindaco Leoluca Orlando da piazza Verdi ha sottolineato che "Italia è, resta e vuole restare un Paese democratico. Questa manifestazione mira a contrastare una cultura politica pre-fascista che assume sempre più i tratti del proto fascismo: il fastidio per le opinioni divergenti. La democrazia senza dissenso non esiste, si chiama dittatura. La città di Palermo è presente qui per dire 'no' a questo imbarbarimento culturale che rischia di inquinare i pozzi della cultura e dei diritti del nostro Paese. L'Italia è un Paese democratico e lo è anche grazie a iniziative come questa e a una stampa che non accetta il bavaglio - ha aggiunto il primo cittadino -. Pensiamo che simili comportamenti siano la premessaper la mortificazione dei diritti delle persone umane. I giornalisti devono raccontare anche cose sgradevoli a chi ha ruoli di responsabilità perché altrimenti diventano 'servi'. Occorre, al contrario, criticare quei cronisti che non pubblicano fino in fondo ciò che sanno. Quante dichiarazioni sgradevoli la stampa ha riportato sul mio conto? Non mi sono mai permesso di dire di non pubblicarle. Se si elimina questa fondamentale condizione - ha concluso Orlando - la democrazia muore e passiamo dalla fase pre-fascista e proto fascista alla fase fascista".

"Senza buon giornalismo  - ha detto Claudio Fava - ci sarebbero solo mezze verità. A qualcuno forse farebbero comodo: a noi no. Per questo partecipo al presidio promosso a Palermo dalla Federazione della Stampa, come giornalista e come presidente della commissione regionale Antimafia. Il lavoro e la libertà dei giornalisti sono un bene prezioso che in più occasioni ha favorito la scoperta di verità, anche scomode. L’attacco volgare che subisce oggi l’intera categoria colpisce i tanti che, spesso in solitudine e con gravi rischi, offrono un insostituibile servizio pubblico che la politica dovrebbe valorizzare e non liquidare con frasi ed affermazioni ingiuriose".

“I volgari attacchi di questi giorni alla stampa -  ha sottolineato Dario Chinnici, capogruppo del Pd al Consiglio comunale - dimostrano quanto sia distorta l’idea che il Movimento Cinque Stelle ha della democrazia e dell’informazione: loro non vogliono giornalisti indipendenti ma asserviti, non persone libere ma robot che si limitano a riportare qualche dichiarazione. Il Partito Democratico oggi era a piazza Verdi, a Palermo, a fianco della Federazione nazionale della stampa italiana, dell’Assostampa e dell’Ordine dei giornalisti per difendere l’articolo 21 della nostra Costituzione e la libertà di tante donne e tanti uomini che ogni giorno, spesso in condizioni precarie, rendono un servizio al nostro Paese”.

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