Cordata di privati recupera la Vucciria: "Così rinasce piazza Garraffello"

"Abbiamo investito i nostri risparmi per restituire alla città questo patrimonio andato perso": nuovo look per Palazzo Rammacca, Palazzo Mazzarino e Palazzo Sperlinga. All'interno sorgeranno appartamenti, negozi, hotel e b&b. Orlando: "Palermo mortificata dalla modernità, ora si cambia"

Piazza Garraffello torna all'antico splendore: partirá a breve il restauro di tre storici edifici. Palazzo Rammacca, Palazzo Mazzarino e Palazzo Sperlinga riprendono vita grazie ad una cordata di 15 privati cittadini che, coordinati dallo Studio di architettura Pl 5 (composto da un team di 10 persone), ha rilevato gli immobili oggi altamente degradati e disabitati per metterli in sicurezza e riaprirli. All'interno sorgeranno appartamenti residenziali, attività commerciali e turistico ricettive. L’intervento che partirà a breve, comporterà un
investimento privato di circa 7 milioni di euro per il recupero, la progettazione e l’esecuzione dei lavori che coinvolgono circa seimila metri quadrati, il tutto all’interno dell’impianto normativo del Piano Particolareggiato Esecutivo, per riqualificare così l'intero luogo simbolo della Vucciria, tanto amata da Renato Guttuso.

Il Comune di Palermo appoggia il progetto e annuncia che la prossima settimana la delibera per l'ok al cantiere andrà in Aula. "Si tratta di un intervento di interesse pubblico - afferma il vicesindaco Emilio Arcuri - e di un'iniziativa inedita nella nostra città e nella nostra regione: una partnership tra pubblico e privato". Il Comune ha una piccola parte di proprietà nella piazza (è suo il 30% della Loggia dei Catalani e la fontana) ma non ha investito soldi pubblici nei tre palazzi. "La fontana è in fase di restauro - continua Arcuri - e a giugno l'intervento sarà completato". Già a luglio potrebbe avere inizio la riqualificazione dei palazzi, acquisiti dai privati, almeno così si augura l'architetto Giovanni Franzitta che ha coordinato in prima persona l'acquisizione.

VUCCIRIA: IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

"Abbiamo il 70% di proprietà - spiega l'architetto a PalermoToday -  ma con l'approvazione della delibera da parte del consiglio possiamo cominciare. I proprietari del restante 30% che non hanno venduto possono decidere, in corsa, di partecipare al progetto e se così non fosse il Comune può espropriare". La legge regionale 71 del '78 lo permette. Detta, infatti, le regole sugli immobili la cui proprietà è parcellizzata stabilendo che per riunificarla i privati si mettono insieme creando un consorzio. Partendo da queste condizioni, il Comune può intervenire espropriando la minima parte che il consorzio non è riuscito ad acquisire. 

Tra i privati che hanno sposato la causa c'è anche Elena Lo Cascio: "Tutti noi abbiamo deciso di investire i nostri risparmi per restituire alla città questo patrimonio andato perso e avere il piacere di passare di là, tra qualche anno, e ammirarne la bellezza. Il Comune ha fatto il resto accogliendo la nostra proposta con entusiasmo". "Abbiamo pensato che era giusto fare qualcosa per questa città - aggiunge Franzitta -, ho restaurato tanti edifici importanti di questa città, tra questi Palazzo Lampedusa, e mi ero messo in testa di recuperare la Vucciria. Era un sogno e quando ho saputo che gli immobili erano in vendita ho chiamato Elena e da lì ha avuto inizio tutto".

In futuro anche la Loggia dei Catalani potrebbe subire un intervento di restyling. Si sta già lavorando all'acquisizione: "Abbiamo già coinvolto piccoli commercianti e proprietari - conclude Franzitta -, chiedo al sindaco di aiutarci sia sul piano della sicurezza che sul piano dei lavori avviando i cantieri". La proprietà della Loggia dei Catalani è parcellizzata e il Comune è proprietario di una piccola parte. Gli strumenti per risolvere l'"intoppo" ci sono e dall'amministrazione Orlando sembra esserci apertura.

"Stiamo cercando di coniugare il passato con il presente - commenta soddisfatto il sindaco Orlando -. Palermo è stata mortificata dalla modernità. Noi dobbiamo rompere questo percorso. E il progetto che presentiamo oggi vuole essere proprio questo. La collaborazione tra pubblico e privato è un altro segnale importante del cambiamento. Sarebbe bello applicare questo modello anche fuori dal centro storico. Sono contento di essere il sindaco del cemento senza aggiungere metri cubi".

Qualcuno forse si domanderà che fine faranno i graffiti che da anni hanno dato carattere alla piazza attraendo appassionati di street art da varie parti d'Italia. Una risposta certa ancora non c'è. "Uwe è un artista delle macerie e io lo rispetto -  conclude l'architetto Franzitta -. Ci stiamo ponendo il problema ma non sappiamo ancora come superarlo. Stiamo affrontando l'argomento parlando anche con lui".


 

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Commenti (4)

  • espropriare le palazzine che stanno sulla piazza, posizionarci una caserma dei carabinieri e forse si risolve il problema dei locali abusivi e del degrado.

  • la gentaglia che vive in queste zone fará tornare tutto distrutto in poco tempo

  • Per quanto riguarda gran parte del centro storico, il privato ed il pubblico, spesso sono la stessa persona!

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