Calci, pugni e bastonate contro i migranti: 7 arresti per il raid razzista di Ferragosto

In manette anche due donne. Gli indagati sono accusati di lesioni aggravate con la finalità dell'odio etnico e razziale. Gli stranieri si trovavano nei pressi della spiaggia di Trappeto con un'educatrice della comunità in cui sono alloggiati quando sono stati aggrediti

I migranti vengono raggiunti dagli aggressori

Li hanno visti mentre, dopo una serata in spiaggia, aspettavano l'autobus che li avrebbe riportati nella comunità in cui vivono e li hanno aggrediti senza un perchè. O meglio, perchè hanno la pelle scura. Sette persone, tra cui due donne, sono state arrestate perchè ritenute responsabili dell'aggressione avvenuta la notte di Ferragosto nei pressi della spiaggia Ciammarita a Trappeto ai danni di un gruppo di giovani migranti. Sono stati picchiati e insultati a più riprese con frasi razziste. Ferita anche l'educatrice della comunità che era con i ragazzi.

Gli indagati sono ritenuti responsabili – a vario titolo – dei reati di lesioni e violenza privata, aggravati dalla finalità dell’odio etnico e razziale. Quattro sono adesso in carcere, mentre per tre di loro sono scattati i domiciliari. Le indagini sono state condotte dal procuratore aggiunto Marzia Sabella, con i sostituti Giorgia Spiri e Andrea Fusco della Procura di Palermo.

La violenza del branco contro i migranti: le immagini | VIDEO

In carcere sono finiti Antonino Rossello, 40 anni, Roberto Vitale, 33 anni, Salvatore Vitale, 49 anni, Emanuele Spitaleri, 37 anni, tutti di Partinico. Ai domiciliari Valentina Mattina, 28 anni di Partinico, Giacomo Vitale, di Alcamo, 71 anni e Rosa Inverga, 62 anni.

L'intervista al capo dei carabinieri: "Ecco cosa è successo" | VIDEO

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i giovani extracomunitari sono stati avvicinati e insultati da alcuni degli arrestati mentre attendevano l'autobus per tornare alla comunità alloggio “Mediterraneo” di Partinico, dove vivono. Il branco li ha poi seguiti durante il tragitto sino al centro abitato di Partinico. Qui sono stati costretti a scendere dal bus, per poi essere nuovamente aggrediti violentemente con calci, pugni, bastoni e pietre. Sarebbero volati insulti pesanti: "Neri di me... Dovete morire entro stasera vi ammazziamo tutti, falli scendere - avrebbero urlato all’educatrice - che li porti in comunità tutti morti". Urlando e puntando una pistola verso i ragazzi un aggressore avrebbe detto: "Scendete devo uccidervi tutti perché ho la pistola (ma non aveva nessuna arma ndr)". I giovani e l'educatrice hanno riportato lesioni e contusioni con prognosi tra i quattro e i venti giorni.

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