Giovane pestato a sangue, folle notte in un pub di via Candelai: "Colpito da sei bestie"

Il diciassettenne è stato ricoverato al Civico con il volto tumefatto. Il racconto di chi era in ospedale vicino a lui: "Aveva zigomi, arcate e mandibola fratturati. Le palpebre sanguinanti sembravano arance rosse". Scattate le indagini della polizia

La movida in via Candelai

Pestato a sangue da sei ragazzi in un pub di via Candelai. Capodanno in ospedale per un diciassettenne ricoverato sabato notte al Civico con il volto tumefatto dopo essere stato aggredito da sei coetanei che lo hanno accerchiato e picchiato all’interno del locale. Così ha riferito il giovane che ha raccontato a fatica quella folle notte ai poliziotti. Una volta raccolta la denuncia gli agenti hanno avviato le indagini per cercare di rintracciare il branco partendo dai pochi elementi a loro disposizione.

A segnalare la sua presenza sono stati gli agenti del posto fisso di vigilanza, allertati dal personale sanitario: "C’è al pronto soccorso un ragazzo che è stato picchiato”. Il diciassettenne ha raccontato di essere stato circondato dai sei ragazzi mentre si trovava all’interno del pub. Non è chiaro cosa abbia scatenato la violenza all'interno del pub, forse un'occhiatina, uno spintone accidentale o magari solo una "parola di troppo". Circostanze che si trovano ora al centro delle attenzioni degli investigatori i quali proveranno a ricostruire l'accaduto.

Nella stessa stanza del Civico, vicino al giovane, c'è un uomo che ha accompagnato un familiare in ospedale per alcuni controlli: “Se dicessi che aveva il volto tumefatto direi nulla - racconta a PalermoToday -. In tre ore che sono stato lì non è riuscito ad aprire gli occhi. Aveva zigomi, arcate e mandibola fratturati e le palpebre sanguinanti sembravano arance rosse. Pare che il locale, in cui il ragazzo era andato insieme alla sua comitiva, fosse pieno zeppo".

Il racconto prosegue con alcune amare riflessioni: "C’erano i suoi amici, c’erano tanti adulti e pure un branco di sei bestie, violente, vili e codarde. E' una netta sconfitta della civiltà. In quel locale - aggiunge - nessuno lo ha difeso, anche se erano solamente sei ragazzini. Avrei potuto capirlo se fossero stati sei mafiosi armati di mitra. Non lo hanno difeso i suoi amici, nessuno degli adulti è intervenuto, idem i gestori del locale. Insomma: nessuno ha visto niente".

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Dopo aver ascoltato la versione dei fatti fornita dal diciassettenne, che ha dovuto scavare con sofferenza nella sua memoria per ricostruire gli ultimi istanti prima del brutale pestaggio, i poliziotti hanno avviato le indagini per rintracciare il “branco” e individuare i potenziali testimoni. Sono stati ascoltati anche il titolare del pub e il personale, nella speranza che possano collaborare e fornire anche un solo dettaglio utile per dare un nome e un volto ai sei aggressori.

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