Pesta imprenditore, poi si pente e gli manda assegno da 2.500 euro: "Chiedo scusa"

Dopo alcuni giorni Antonio Cannata, il responsabile della violenta aggressione ai danni di uno dei titolari del Dorian del Borgo Vecchio, ha deciso di "rimediare". L'avvocato: "Il papà ha problemi, lui ha litigato con la fidanzata ed è andato in confusione"

Cannata si dirige verso Caruso qualche attimo prima del pestaggio

Quella sera non sarebbe riuscito a controllarsi, avrebbe perso la testa, e per questo si sarebbe scagliato con violenza contro Giovanni Caruso. Dopo alcuni giorni Antonio Cannata, il trentenne responsabile del pestaggio ai danni di uno dei titolari del Dorian del Borgo Vecchio, si è detto pentito e ha deciso di provare a riparare quanto accaduto: “Ha scritto una lettera indirizzata a Caruso - spiega a PalermoToday il suo avvocato, Giuseppe Di Stefano - per chiedere scusa a lui e a tutta la città. Purtroppo si trova in un momento prostrazione psicologica a causa di un problema familiare che riguarda il padre, ricoverato in ospedale per un incidente domestico”.

Imprenditore del Borgo pestato | Guarda il video

Oltre alla missiva Cannata ha affidato una somma pari a 2.500 euro al suo legale chiedendogli di farla avere all’imprenditore ricoverato in ospedale con fratture e lesioni al volto: “Questi soldi non potranno certo riparare il danno subito, ma vogliono essere un segnale tangibile del suo pentimento. Ancora probabilmente è presto, ma il mio assistito ha chiesto di incontrare Caruso per porgergli le sue scuse. Ha ammesso che quella sera, a causa dei problemi che sta attraversando e dopo una lite con la fidanzata risalente a quella sera, è andato in confusione. E’ stato un gesto inconsulto”.

A individuare Cannata sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo che hanno analizzato le immagini di alcune telecamere piazzate nei paraggi dell’abitazione di Caruso. I video riprendono interamente la scena e il pestaggio al termine del quale il giovane si è allontanato con il suo scooter insieme alla sua ragazza. Dopo le prime indagini i militari hanno effettuato una perquisizione in casa del trentenne, titolare di un’attività che rifornisce i panifici, e hanno sequestrato alcuni indumenti e le scarpe indossate quella sera, sulle quali sono state trovate tracce ematiche.

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