Il pestaggio di Giovanni Caruso, denunciato un trentenne: "E' lui l'aggressore"

Si tratta di un commerciante palermitano denunciato a piede libero per lesioni personali. Trovati in casa sua un paio di scarpe con tracce ematiche, i vestiti indossati quella sera e lo scooter utilizzato per allontanarsi dopo aver picchiato il titolare del Dorian

Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza

Avrebbe un nome e un volto l'aggressore di Giovanni Caruso, uno dei titolari del Dorian (ex Tasmira) picchiato nel cuore della notte tra sabato e domenica in viale Regione Siciliana. Sarebbe un trentenne - Antonio Cannata - il responsabile del pestaggio avvenuto sotto casa dell'imprenditore. Al termine delle indagini è stato denunciato a piede libero per il reato di lesioni personali (il reato di cui è accusato non prevede una misura cautelare restrittiva) in attesa del processo. Per i carabinieri non ci sarebbero dubbi: i due non si conoscevano, non c'erano precedenti che avrebbero potuto scatenare tale ira né si erano verificati episodi legati in qualche modo all'aggressione. Dunque si è trattato di un'aggressione senza "movente".

"Si tratta di un commerciante palermitano (è titolare in un negozio di materie prime per panifici ndr) - scrivono i carabinieri - che avrebbe aggredito per futili motivi e con particolare veemenza Caruso, colpendolo con calci e pugni che gli hanno causato varie lesioni". L'altra persona presente in quella folle notte è la donna inquadrata dalle telecamere, la 21enne L.D., che dopo l'episodio e con qualche esitazione è salita in sella allo scooter guidato dal trentenne.

Quella sera Cannata, secondo fonti investigative, aveva litigato con la sua fidanzata e probabilmente aveva anche "alzato il gomito". Nella prima parte del video, che carabinieri e Procura hanno diffuso chiedendo la collaborazione dei cittadini, si vede la ventunenne parlare in lacrime al telefono con un certo "Antonio". Poco dopo fa capolino Caruso che, alla richiesta di una sigaretta, si avvicina alla ragazza per capire perché piangesse. Giusto il tempo di scambiare quattro chiacchiere e nell'inquadratura compare anche l'aggressore.

Il video del pestaggio: "Lascialo stare, è un padre di famiglia"

Cannata ferma lo scooter, mette il cavalletto, scende dalla sella e si avvicina a passo svelto verso i due. In men che non si dica il trentenne si scaglia con violenza contro Caruso. Pugni in faccia e calci in tutto il corpo, anche quando l'imprenditore si trova per terra. "Lascialo stare, potrebbe essere tuo padre", gli urla la ragazza. Lui però non sembra sentire ragioni. Terminato il pestaggio, infatti, risale sul suo Piaggio Beverly e si rivolge alla fidanzata: "Vuoi venire o ti lascio qui?". E lei, girandosi più volte verso Caruso, alla fine decide di salire a bordo e andare via.

Si allontana la pista mafiosa

Raccolti i primi elementi i carabinieri hanno effettuato una perquisizione in casa del trentenne, che vive nel quartiere Uditore, ed è pregiudicato per guida in stato di ebbrezza. "Sono stati rinvenuti e sequestrati - spiegano ancora dal Comando provinciale - un paio di scarpe con tracce ematiche, i capi d'abbigliamento indossati durante l'aggressione e lo scooter con cui si è allontanato dal luogo dell'evento". Quanto ricostruito dagli investigatori è stato confermato integralmente dalla ventunenne, convocata in caserma per raccontare la sua versione dei fatti su quella notte. Ma anche Cannata avrebbe ammesso: "Sono stato io".

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