Dalla missione Speranza e Carità al Vaticano, il Papa accoglie François e Bekiri

Uno è cristiano e dirige il reparto tessile della missione, l'altro è musulmano e fa il pittore. Bergoglio li ha conosciuti lo scorso 15 settembre in occasione della sua visita a Palermo. Il ringraziamento di fratel Biagio: "Testimonianza di vera comunione tra popoli, religioni e culture"

Il Papa che abbraccia fratel Biagio

In occasione della sua visita a Palermo, Papa Francesco li aveva invitati in Vaticano. Promessa mantenuta. François e Bekiri, due ospiti della missione "Speranza e Carità, sono stati ricevutii dal Pontefice. Lo rende noto Biagio Conte, al momento in pellegrinaggio in Marocco, con un messaggio di ringraziamento a Bergoglio: "Carissimo Papa Francesco, aver accolto i due fratelli Francois e Bekiri testimoniano la vera fratellanza, la preziosa comunione tra i popoli, le religioni e le varie culture. Grazie Papa Francesco  e al nostro Vescovo Corrado per aver ospitato in Vaticano i nostri due fratelli che rappresentano un cristiano e un musulmano".

François ha origini camerunensi, è cristiano e fa il sarto. E' lui che dirige il reparto tessile della missione. Lo scorso 15 settembre ha parlato della sua esperienza con Papa Francesco. Bekir invece è tunisino, fa il pittore. E' lui, musulmano, che ha realizzato i dipinti cristiani ispirati al Vangelo e agli atti degli Apostoli. E' lui che ha impreziosito con la sua arte la Casa di preghiera per tutti i popoli della missione “Speranza e Carità”, luogo di culto di tutte e tre le religioni monoteiste che rivendicano Abramo come parte della loro storia sacra: cristianesimo, islam, ebraismo. 

"Com'è bello - sottolinea fratel Biagio - che tutti i popoli, le religioni e i non credenti vivono insieme una vera comunione. Papa Francesco questo tuo prezioso gesto di accoglienza possa al più presto contribuire ad abbattere i muri, le distanze e le leggi ingiuste che non fanno altro che aumentare l'egoismo, l'indifferenza aumentando cosi l'odio, la violenza, il terrorismo, la povertà, lo scontro fra i poveri. Basta dominare sul più debole ma ricchi e poveri insieme. Ricordiamo che il povero ha bisogno del ricco, ma il ricco ha bisogno del povero per tutti i servizi umili che necessitano nella società, nella terra attenzione non possiamo ignorare che tanti poveri emigranti e immigrati fanno tanto, tantissimo operato, servizio e beneficio per le nazioni di tutto il mondo".

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