A misura di bambino: Palermo diventa "Città educativa"

Lo ha stabilito la Giunta Comunale che ha approvato l’atto di indirizzo, dopo una lunga serie di incontri e il lavoro più di 100 istituzioni. Saranno l'assessorato e l'Area della Scuola e Realtà dell'Infanzia a curare il progetto

Barbara Evola

Palermo è Città Educativa. Lo ha stabilito la Giunta Comunale che, dopo aver preso atto dei risultati del progetto educativo integrato "Palermo città educativa. Tutta la città educa”, frutto dello studio, degli incontri, del lavoro di più di 100 istituzioni nel corso del Festival della Città Educativa che si è svolto tra il mese di aprile 2014 ed il mese di marzo 2015, ha approvato l’atto di indirizzo che traccia le linee guida per elaborare un progetto esecutivo che coinvolga l'intera Amministrazione comunale con le sue aree, i servizi e gli uffici ad esse collegati. Lo scopo è quello di operare un’efficace ridefinizione dell'identità della città, funzionale a promuovere l’empowerment dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze e a riconquistare la fiducia degli adulti nei confronti delle istituzioni.

“Il progetto – ha spiegato l’assessore alla Scuola, Barbara Evola – assume uno specifico modello di lettura della funzione educativa della città fondato sulla prevenzione, sulla partecipazione e sulla protezione individuale e sociale all’interno di una comunità intesa come sistema complesso di relazioni tra cittadini, cittadine, istituzioni, enti che sappiano riconoscersi reciprocamente, ascoltarsi e costruire la capacità di lavorare insieme. Di questa “città educativa” tutti siamo beneficiari: i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze di età compresa fra 0 e 18 anni sono i beneficiari diretti mentre, tutti e tutte coloro che viviamo la città - genitori, educatori, psicologi e assistenti sociali delle comunità per minori e dei servizi sociosanitari del territorio, docenti, operatori di servizi pubblici, amministratori, operatori della formazione, della giustizia minorile, della cultura, economici, religiosi, architetti, commercianti – ne siamo i beneficiari indiretti”.

Secondo quanto previsto dal provvedimento, saranno l'Assessorato e l'Area della Scuola e Realtà dell'Infanzia a curare il progetto della "Città Educativa" costituendo, al proprio interno, una struttura operativa con funzioni di segreteria. Si darà il via, altresì, a un "Laboratorio Cittadino" per promuovere una progettazione comune basata sulla " Visione futura" della città, elaborare un "Piano per l'Infanzia della Città di Palermo", raccogliere dati ed effettuare il monitoraggio del progetto esecutivo per la costruzione di un'apposita "Banca Dati" che consenta la mappatura dell'esistente nel territorio della città, con particolare attenzione alla fattibilità dei progetti e delle iniziative attuate.

Il Laboratorio avrà un regolamento interno e si articolerà in tavoli tematici. Del "Laboratorio" faranno parte i Referenti di: ciascun Area dell'Amministrazione Comunale, Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza di Palermo, Ordini Professionali, Università degli Studi, ASP, Aziende Sanitarie, Centro Giustizia Minorile, Tribunale e Procura Minorile, Giudice Tutelare, Prefettura, Questura, Forze dell'Ordine, Associazione dei Pediatri, Terzo Settore (Promozione Sociale, Volontariato, Cooperazione) da scegliere attraverso assemblea del settore, Ufficio Scolastico Provinciale, Istituzioni Scolastiche in ragione di due unità per ogni ordine di scuola, ed una per le scuole paritarie designate dall'Ufficio Scolastico Regionale. Tutte le realtà che hanno già aderito al progetto o quelle che vi aderiranno saranno invitate dall'Amministrazione Comunale a stipulare un Protocollo d'Intesa per la condivisione delle finalità, degli obiettivi e dei contenuti del progetto.

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