Maltempo, l'esperto e il grande incubo: "Palermo totalmente impreparata a una nuova, vera, alluvione"

Dal 1500 in poi la città è stata colpita da 11 "eventi alluvionali", in media uno ogni 42 anni. Nel 1931 si contarono 10 morti e in piazza Sant'Onofrio l'acqua raggiunse i 6 metri di altezza: "Oggi Palermo non saprebbe affrontare un evento simile"

Il sottopasso di Brancaccio allagato - foto Federica Carlino

C'è un grande incubo a Palermo. Dopo quello che è successo nello scorso weekend la città e la provincia si riscoprono fragili. Palermo si lecca le ferite, ma dopo le polemiche e il dolore è tempo di pensare al futuro. La città è in grado di fronteggiare la prossima emergenza? Il maltempo che si è abbattuto sul Palermitano è stato così "eccezionale" o può capitare di peggio? A fare il quadro della situazione è l'esperto Nicola Sacco, dell'Associazione MeteoPalermo Onlus.

Non tutti sanno che Palermo è una città ad alto rischio idraulico/idrogeologico, lo è tanto per la conformazione del territorio su cui sorge quanto per la passata, ed ancora non del tutto esaurita, folle antropizzazione della ormai ex Conca d'Oro. La città di Palermo non è stata edificata su un piano di campagna costante e omogeneo, bensì su una superficie abbastanza discontinua caratterizzata da pianori e depressioni, gradini e piccole alture. Gli assi idrografici che attraversano la città di Palermo sfociando nel Mar Tirreno sono (da Nord a Sud): Canale Passo di Rigano, Torrente Danisinni-Papireto, Torrente Kemonia e Fiume Oreto.  Passo di Rigano, Papireto e Kemonia negli anni (in secoli diversi) sono stati deviati e canalizzati, l'Oreto solo deviato.

Palermo negli ultimi 460 anni è stata interessata da 11 eventi alluvionali, in media uno ogni 42 anni, l'ultimo nel febbraio 1931. Nel 1931 in via Emerico Amari per esempio caddero 395 mm in 39 ore, per farvi capire meglio parliamo di 395 litri per metro quadro. Vi furono 10 vitttme, 21 feriti, crolli e allagamenti in tutto il centro storico e non solo: a piazza Sant'Onofrio l'acqua raggiunse i 6 metri di altezza.

Terremoti e alluvioni: le calamità che funestarono Palermo

Oggi la nostra città saprebbe affrontare un evento simile? Quasi certamente no. La cronaca recentissima lo dimostra. Pensate che nei giorni 1-3 novembre 2018, percepiti da tutti come giornate di “piogga eccezionale” la città ha avuto in media 120 mm in 72 ore. Con picchi superiori nel caso di Villagrazia, ma anche con valori inferiori in altre zone. Ripeto: 120 mm in 72 ore. Vero, vi sono stati nubifragi, ovvero almeno 40 mm in un’ora, ma anche ore di pausa. Nel 1931 si verificò pioggia per 40 ore consecutive. 

Appare palese come Palermo sia totalmente impreparata a una nuova, vera, alluvione. Palermo infatti, oltre ai canali sopra citati, è totalmente sprovvista di sistemi capaci di intercettare le acque meteoriche dei bacini attorno la città e di portarle direttamente in mare: da anni si aspetta il completamento del collettore sud/orientale e la costruzione (quasi da zero) del collettore nord/occidentale. L'unica eccezione è rappresentata dal Canale Boccadifalco che, creato subito dopo ll'alluvione del 1931 (in realtà estensione del vecchio canale Badami di fine '500), intercetta le acque del settore pedemontano sud e le porta direttamente nell'Oreto. Questo non basta. Non può bastare. Deve “scapparci il morto” anche a Palermo per aprire gli occhi definitivamente sull’enorme problema? Un tema simile dovrebbe essere "Il tema" per eccellenza di qualsiasi amministrazione.

Potete trovare altre informazioni, curiosità o dati live su: www.meteopalermo.com

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