Memoria senza confini: è online il sito internet della casa-museo di padre Puglisi

In migliaia, negli anni, hanno visitato i luoghi abitati dal sacerdote di Brancaccio ucciso dalla mafia, in piazzale Garibaldi, e oggi quegli stessi spazi sono accessibili da ogni parte del mondo grazie al web

Padre Puglisi

La casa-museo di padre Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993 come "punizione" per il suo impegno in favore della legalità, sbarca sul web.

La nascita del sito internet (all'indirizzo www.casamuseobeatopuglisi.it), rappresenta il passaggio finale di un lungo iter. Dopo la morte del sacerdote, la sua abitazione venne ceduta come casa popolare. La famiglia, dovendo liberare al più presto l'appartamento di piazzale Anita Garibaldi, conservò in un proprio magazzino tutti i mobili appartenuti  al religioso e ai suoi genitori. Dopo essere stata acquistata dal Centro di accoglienza Padre Nostro, i mobili (per concessione dei fratelli, Francesco e Gaetano, oggi membri del consiglio direttivo del Centro) tornarono nella loro originaria collocazione. Il 25 maggio 2014, a un anno dalla beatificazione di padre Puglisi, fu inaugurata la casa-museo, poi inserita nel circuito museale Amei (associazione musei ecclesiastici italiani). 

In migliaia hanno visitato i luoghi abitati da don Pino e oggi quegli stessi spazi sono accessibili da ogni parte del mondo, grazie al sito internet. Lo spazio web è costituito da un'area pubblica, puramente informativa e descrittiva, con sezioni riguardanti la presentazione della casa-museo, le modalità per poterla visitare, scaricare il pieghevole informativo; e un'area ad accesso riservato, dove i visitatori potranno accedere previa registrazione, iscrivendosi automaticamente alla newsletter che li terrà informati sugli eventi in itinere. In questa sezione l'utente potrà accedere alla gallerie fotografiche della casa, prima e dopo la musealizzazione, di alcuni oggetti della collezione, all'archivio dei libri custoditi, alle interviste-testimonianze dei familiari, di chi lo ha conosciuto e di chi, ancora oggi, opera al Centro di Accoglienza Padre Nostro.

"Oggi - scrive il direttore del Centro Padre Nostro Maurizio Artale sul sito  - l’appartamento è una casa-museo, termine che non rimanda alla staticità di un luogo da contemplare e conservare intatto, bensì a uno spazio da vivere pienamente, in cui incontrarsi, crescere nella fede e nella sollecitudine verso i poveri. Abbiamo inteso, in questo modo, recuperare il senso della casa come focolare domestico, luogo privilegiato in cui la famiglia vive, si relaziona e accoglie le persone care. All’interno troverete libri, mobili, oggetti, indumenti, paramenti liturgici e ricordi, appartenuti al Beato Giuseppe Puglisi e ai suoi genitori, che sono stati custoditi dai suoi familiari e che oggi sono ritornati nella loro collocazione originaria. Tutto ciò consente di toccare con mano il modo di vivere di 3P: la semplicità e la sobrietà di quanto contenuto nella casa ci aiutano a comprendere la scelta di vivere nella povertà, il rapporto 'funzionale' che aveva con gli oggetti e la predilezione che, invece, nutriva per i libri. Ne sono stati trovati circa 6.000, che sono stati trasferiti al seminario diocesano, ma i familiari avevano conservato i testi che trovate all’interno dell’appartamento". 

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