Catania e il cancello della discordia, dal Comune arriva l'ordinanza: "Va rimosso"

La decisione dopo la vicenda sollevata da PalermoToday - e ripresa dalle Iene - su via del Celso, in pieno centro storico. L'indagine penale contro i 14 condomini è stata archiviata, ma resta il caso politico. L'assessore: "Operazione studiata a tavolino per infangarmi"

L'assessore Giusto Catania intervistato dalle Iene

Prima la denuncia, poi l’incursione delle Iene e infine l’ordinanza di ingiunzione e diffida a demolire pubblicata dal Comune. Dopo le polemiche degli ultimi giorni il “cancello della discordia” che blocca il passaggio in cortile degli Schiavi, in pieno centro storico, dovrà essere rimosso entro 90 giorni dai condomini. Tra questi c'è l'assessore alla Mobilità Giusto Catania, che si è sempre difeso sostenendo come il cancello fosse già presente quando ha acquistato casa. Dopo la denuncia della polizia municipale (14 erano gli indagati tra cui lo stesso Catania) arrivata ad aprile, poco più di un mese dopo il gip ha disposto l’archiviazione “per l’impossibilità di individuare colui che ha realizzato il cancello che ostruiva l’accesso al cortile”. 

Ma il caso ha continuato ad avere degli strascichi politici. Dopo l'articolo di PalermoToday era stato Gelarda a chiedere spiegazione in Consiglio. Quindi le parole del sindaco Orlando: "Se è abusivo, va tolto". Ma secondo Giusto Catania questa storia sarebbe stata costruita a tavolino con l’obiettivo di infangare la sua immagine. E ora che è arrivata la diffida dal Comune, lui non si opporrà di certo al provvedimento. “Ottimo, sono contento - commenta a PalermoToday l’assessore alla Mobilità - ma il condominio non ha ancora ricevuto la notifica e spero che presto si faccia chiarezza su chi ha posizionato questo cancello, visto che la magistratura non ha attribuito questa responsabilità ai 14 condomini. Sicuramente dovremo rivalerci su chi ha commissionato i lavori che ci ha arrecato danno perché dovremo sostenere delle spese”.

E alla domanda sull’opportunità di smontare il cancello prima che si alzasse il polverone risponde: “Ho già risposto alla magistratura: chi è andato a vivere lì ha trovato questo cancello già montato. L’assemblea di condominio ha deciso di non togliere in cancello, quando è stata avvisata dell’indagine della polizia municipale, perché c’era una indagine penale in corso e ha scelto correttamente di non modificare lo stato dei luoghi. Un comportamento esemplare da parte di cittadini che, ricevuta comunicazione di notizia di reato, attendono rispettosi l’esito dell’inchiesta senza azioni che possano eventualmente inquinare le prove”. Gli inquilini del palazzo vicino invece, dopo il primo sopralluogo dei vigili urbani, hanno deciso ad aprile 2019 di smontare uno dei due cancelli che impediva il passaggio dal cortile (quello a loro riconducibile).

Le Iene e il cancello che imbarazza l'assessore Catania | Video

Giusto Catania-6I quattordici condomini, come ricorda l’assessore, avrebbero acquistato quando i lavori di ristrutturazione commissionati da una società erano già terminati. Alla base del problema ci sarebbe stato un errore d’interpretazione relativo agli allegati del progetto. In uno di questi infatti il cancello era già indicato e nessuno all’Ufficio città storica del Comune si sarebbe accorto di questa difformità. “Oltre a colui che ha commesso l’abuso - aggiunge Catania - ci rivarremo anche sul soggetto che ha vidimato delle carte un po’ ambigue”. Il rifermento andrebbe ai funzionari e ai dirigenti che nel tempo hanno firmato le concessioni (sia la prima sia quella in variante) e i vari allegati.

Dopo aver sottolineato più e più volte che “questo cancello non ha alcuna relazione con la mia casa” (sebbene lo stesso sia riconducibile senza dubbio all’immobile dei quattordici per i quali è stata disposta l’archiviazione, ndr) e di aver saputo del “problema cancello” dopo l’indagine penale (anche se a novembre 2018 sarebbe stato già chiesto alla moglie dell'assessore di esibire l'autorizzazione ai vigili), l’assessore Catania annuncia: “Ho atteso questo momento, che si facesse chiarezza sotto il profilo penale e amministrativo. Nei prossimi giorni potrò spiegare qual è stata l’operazione tesa a infangarmi, farò pubblicamente un’operazione di verità su ciò che è stato costruito a tavolino per infangarmi”.

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