Rubarono benzina e attrezzi aziendali, operai Rap saranno definitivamente licenziati

La Corte d’Appello ha rigettato i ricorsi presentati da 4 dipendenti. Gli episodi risalgono al 2013 e al 2014. Così il presidente Giuseppe Norata: "Si chiude definitivamente un lungo capitolo"

Si chiude definitivamente un capitolo su alcuni licenziamenti per giusta causa portati avanti da Rap, l'azienda di igiene ambientale, che in un primo momento erano stati ritenuti illegittimi dal giudice del lavoro. A darne notizia è il presidente della società di piazzetta Cairoli, Giuseppe Norata, che con l'ufficio legale dell'azienda aveva fatto ricorso impugnando la sentenza.

Si tratta di quattro dipendenti che avevano rubato carburante e attrezzi di proprietà aziendali tra aprile 2013 e settembre 2014 e, a seguito di indagini anche supportate da video e pedinamenti, erano stati nell'aprile 2015 arrestati. La Rap li aveva licenziati ma successivamente la sentenza di primo grado del giudice del lavoro Paola Marino, del 7 gennaio scorso, li aveva reintegrati riconoscendo loro, tra l'altro, il pagamento della pregressa retribuzione oltre alle spese legali. In quella occasione Norata aveva chiesto di fare ricorso dichiarando che "le sentenze si rispettano, ma nessuno può permettersi di danneggiare l'immagine societaria, dei tanti lavoratori onesti e della collettività per pochi che non fanno il proprio dovere".

Oggi con la sentenza della Corte di appello, sezione controversie di lavoro, il tribunale accoglie l'appello fatto dalla Rap avverso "l'ingiusta sentenza di primo grado", ravvisando la illegittimità della condotta dei lavoratori coinvolti. "Deve ritenersi dimostrata la partecipazione dei dipendenti all'attività di appropriazione integrante gli estremi dei reati loro ascritti", dicono i giudici, che ritengono legittimo, "sul piano del giudizio di proporzionalità l'applicazione della più grave sanzione del licenziamento disciplinare". Rap, quindi, attiverà tempestivamente il definitivo licenziamento chiedendo tra l'altro di avere restituite tutte le spese del doppio grado di giudizio. "Evidentemente - conclude il presidente Norata - l'operato dell'azienda era stato corretto".

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