Uccise amico pensando che avesse relazione con sua moglie: condannato a 30 anni

Massimo della pena in abbreviato per Leonardo Celestre. La vittima, Nicola Bifara, falegname, aveva 46 anni: venne crivellata con cinque colpi di pistola. L'omicidio, avvenuto a Partinico, risale al 28 luglio 2018

Rilievi della Scientifica su un'auto coinvolta nella sparatoria

Il giudice ha riconosciuto le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi e ha inflitto 30 anni di carcere a Leonardo Celestre per aver ucciso un amico, Nicola Bifara, il 28 luglio del 2018 a Partinico. Questa la pena decisa dal gup Giuliano Castiglia. Si tratta del massimo previsto per il rito abbreviato. Celestre, 51 anni, sparò per gelosia, convinto che la moglie avesse una relazione con la vittima, Nicola Bifara, falegname di 46 anni.

Falegname ucciso con 5 colpi di pistola

Celestre, dipendente di un negozio di vernici, venne fermato dai poliziotti del commissariato di Partinico la sera stessa dell’omicidio, con l'accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e porto illegale di arma. Poco dopo, durante un lungo interrogatorio da parte del commissario Carlo Nicotri e del pm Claudio Camilleri, continuò a negare. Ma a incastrarlo fu il racconto di un testimone che era seduto in auto accanto alla vittima al momento dell’omicidio.

nicola bifara-2Nicola Bifara (nella foto a lato) venne ucciso con cinque colpi di pistola in zona Mirto, in un vicolo della strada provinciale 2, in contrada Margi Sottana. Fu colpito mentre era alla guida della sua Golf in compagnia di un amico. Erano le 9,30. Secondo quanto emerse subito dalle indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e avviate proprio dalla testimonianza dell'amico di Bifara che aveva assistito alla dinamica - Celestre raggiunse la vittima e poi sparò. I proiettili vennero sparati in movimento da un'auto raggiungendo il falegname all'altezza del torace provocandogli ferite rivelatesi fatali. Il falegname uscì dalla vettura e tentò la fuga a piedi, inseguito da Celestre che continuò a sparare.

Il testimone oculare raggiunse poi il commissariato di Partinico per dare l’allarme. Scattarono così le immediate ricerche dell’uomo, che venne rintracciato dagli agenti poco distante dal luogo dell’omicidio e poi portato in commissariato. In casa di Celestre fu trovata una pistola compatibile con quella usata e il movente passionale venne poi confermato anche dalla moglie che confessò la relazione con la vittima scoperta da poco dal marito. Dopo le prime indagini la polizia aveva comunque subito escluso la pista mafiosa, puntando più sul movente personale o passionale.

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