Svolta nell'omicidio Salvato, arrestato lo zio della vittima

Dopo un lungo interrogatorio notturno Alfonso Vela, 43 anni, ha confessato. I due avrebbero avuto un’accesa discussione in mattinata "nata per colpa di un link". Il killer era convinto che l'ultimo sequestro di ferro da lui subito fosse riconducibile al nipote che avrebbe "cantato" con la polizia

Alfonso Vela, 43 anni, esce scortato da due agenti della polizia - foto Riccardo Campolo

C'è un fermo per l'omicidio di Dino Salvato, il 29enne ucciso ieri sera in fondo Picone, in zona Oreto, a due passi da via Decollati. La Squadra Mobile della polizia ha arrestato lo zio della vittima, Alfonso Vela (43 anni), fratello della madre. Secondo una prima ricostruzione i due avrebbero avuto un’accesa discussione in mattinata per futili motivi. Pare che a Vela, cenciaiolo, avessero sequestrato del ferro. E il nipote avrebbe postato su Facebook un link facendo insospettire lo zio su una presunta "soffiata" da parte sua.

Ruperti: "Ucciso per un post su Facebook"

Il secondo round della "litigata" intorno alle 20.30. Lo zio avrebbe raggiunto il nipote, arrivato a bordo di una Smart bianca insieme al cugino, in fondo Picone. Qui gli animi si sarebbero nuovamente surriscaldati. Quindi Vela ha esploso un colpo di pistola uccidendo il nipote. Pare che il cugino della vittima abbia fornito agli agenti una "ricostruzione fantasiosa" su quanto accaduto. Mentre qualcuno dei parenti avrebbe tentato di "modificare" la scena del crimine prima dell'arrivo della polizia.

Le immagini dal luogo dell'omicidio | Video

Vela, che aveva tentato di "rendersi irreperibile" nascondendo la pistola, già ieri sera era stato portato in Questura per l’interrogatorio durante il quale ha confessato l’omicidio. Proseguono intanto le indagini dopo la seconda ispezione cadaverica sul corpo di Salvato. Giovedì invece è prevista l'autopsia. Sembrerebbe che prima del colpo di pistola fatale il 29enne sia stato pestato a sangue.

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Dino Salvato nell'estate del 2016 era stato arrestato per una rissa scoppiata alla Vucciria durante una serata. Insieme al fratello Christian e a un altro giovane avevano molestato delle giovani studentesse vicino a un pub di piazza Garraffello, picchiandone e derubandone una. Avevano anche allontanato gli amici che erano arrivati in loro soccorso. Poi i tre erano fuggiti, aiutati dalla folla che aveva accerchiato gli agenti. E nel liberarsi dalla presa degli agenti che lo avevano già ammanettato Dino Salvato ne aveva colpito uno con una gomitata. Qualche giorno dopo aveva fatto trovare le manette agli agenti tagliate. Una sfida alla polizia che quattro mesi dopo li ha arrestati per violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

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