Figlia muore nell'hotel Archirafi, perizia psichiatrica per l’infermiera accusata di omicidio

Lo ha deciso il gup di Palermo: nel luglio del 2014 Anna Cipresso avrebbe ammazzato la figlia, che sarebbe stata consenziente, con una dose massiccia di anestetici

L'hotel Archirafi

Il gup di Palermo, Fabrizio Molinari, ha disposto – accogliendo una richiesta della difesa durante l’udienza preliminare – una perizia psichiatrica per stabilire se Anna Cipresso è capace di intendere e volere. La donna è accusata di avere ammazzato la figlia di 40 anni, Elisabetta Cipresso, che sarebbe stata consenziente, con una dose massiccia di anestetici. Elisabetta sarebbe stata uccisa con una dose massiccia di anestetici il 19 luglio del 2014. 

Anna Cipresso, 64 anni, ex infermiera del reparto di Oculistica dell’ospedale Civico (oggi è iniziata l’udienza preliminare) risponde di un reato particolare: l’omicidio del consenziente. Secondo la Procura, infatti, l’imputata avrebbe somministrato la dose letale di farmaci su richiesta della vittima. Le pene, in questi casi, sono più basse di quelle dell’omicidio volontario e oscillano tra 5 e 16 anni.

Elisabetta Cipresso venne ritrovata senza vita il 19 luglio del 2014 e sua madre venne fermata per il delitto. Prima di essere rilasciata la madre raccontò al giudice tutta la disperazione di quei momenti. Spiegò che con la figlia avevano acquistato dei gratta e vinci e stabilito che “se vinciamo mille euro, non ci ammazziamo”. Non vinsero nulla. L’ex infermiera ha sempre negato però di aver ucciso la figlia, che si sarebbe invece suicidata. E poi “per amore, per accompagnarla nel suo percorso, per non restare sola” la madre aveva deciso a sua volta di togliersi la vita, senza però riuscirci.