L'omicidio Agostino rischia di restare impunito, Procura chiede l'archiviazione

L'agente della questura di Palermo il 5 agosto 1989 venne ucciso a Villagrazia di Carini con la moglie Ida Castelluccio, sposata appena un mese prima e incinta di cinque mesi. Da quasi trent'anni i genitori chiedono invano giustizia

Vincenzo Agostino, papà di Antonio

L'omicidio di Antonino Agostino, l'agente della questura di Palermo che il 5 agosto 1989 venne ucciso a Villagrazia di Carini con la moglie Ida Castelluccio, sposata appena un mese prima e incinta di cinque mesi, resta di rimanere impunto. La procura di Palermo ha chiesto l'archiviazione. Per il delitto erano indagati i boss Gaetano Scotto, Antonino Madonia e l'ispettore di polizia, con un passato nei servizi segreti, Giovanni Aiello, soprannominato "faccia da mostro" a causa delle cicatrici sul viso. La richiesta di archiviazione è stata firmata dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e dai pm Roberto Tartaglia, Francesco Del Bene e Nino Di Matteo.
    
Proprio questa mattina Flavio Insinna ai microfoni di Rai Radio 2 ha lanciato l'ennesimo appello affinchè venga fatta giustizia. Lo ha fatto leggendo la lettera, che la mamma di Antonino ha letto pubblicamente a Brancaccio nel 1993 nel corso di una manifestazione, poi pubblicata nel libro "Il miracolo di Don Puglisi", scritto dal testimone di giustizia Roberto Mistretta.

Il testo straziante racconta il dolore di una madre, colpita da un dramma immenso, la cui vita è diventata un incubo. "Mio figlio, come tutte le altre vittime della mafia - scrive Ida Schiera in chiusura - ha sacrificato la sua giovane vita per servire lo Stato. E allo Stato chiedo giustizia. Finchè avrò un filo di vita continuerò a lottare". Il papà di Antonio, Vincenzo Agostino dal giorno dell'omicidio di suo figlio non si è mai più tagliato la barba. Più volte ha dichiarato ai giornalisti che lo farà soltanto quando verrà fatta giustizia.

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Il caso ha avuto una svolta lo scorso febbraio quando Vincenzo Agostino, il padre di Antonino, ha riconosciuto l'ex agente segreto soprannominato "faccia da mostro" a causa delle cicatrici sul viso, nel confronto all'americana nell'aula bunker del carcere Ucciardone. L'uomo, prima del delitto, sarebbe stato visto vicino all'abitazione di Agostino. Il confronto è avvenuto davanti al gip del Tribunale di Palermo, Maria Pino, e al pm Nino Di Matteo, che coordina l'inchiesta con i pm Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. Aiello è stato iscritto pochi mesi fa nel registro degli indagati con i boss Gaetano Scotto e Salvino Madonia. Per i capi mafia la procura aveva chiesto l'archiviazione, ma il giudice ha respinto l'istanza ordinando nuove indagini tra le quali il confronto fra il padre della vittima e Aiello. A marzo i pm hanno chiesto altri sei mesi di tempo per indagare e tentare così di fare luce sul duplice omicidio. Oggi la richiesta di archiviazione del caso.

"È arrivata un'altra pugnalata - commenta Nunzia Agostino, sorella di Antonino -. Restiamo in piedi come sempre a testa alta e con la schiena dritta, Noi. Dio è grande a lui affido tutto".

"Pur comprendendo le ragioni tecniche del provvedimento - commenta il sindaco Leoluca Orlando - non posso non esprimere il mio rammarico per quella che si appalesa come l'ennesima grave offesa alla verità e al diritto della famiglia di avere Giustizia. Ancora una volta un gravissimo delitto dai contorni molto oscuri si avvia a restare impunito. Nell'esprimere la mia affettuosa vicinanza alla famiglia Agostino, non posso che ribadire che questo è un momento triste, ma certamente non di rassegnazione perché in tanti continueremo a chiedere che sia fatta luce su quel terribile delitto".
 

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