Omicidio di Aldo Naro, tre condanne e una svolta: "L'assassino non è uno solo"

Il gup Fernando Sestito ha indicato tre buttafuori come coloro che concorsero all'assassinio del medico ucciso a 25 anni nel corso di una rissa al Goa. Tre condanne a due anni per rissa, assolti gli amici. I genitori: "Non cerchiamo vendetta ma giustizia"

Aldo Naro

Per il giudice Fernando Sestito l’assassino di Aldo Naro, morto 4 anni fa durante una rissa alla discotega Goa, non è uno solo. Così come chiesto dai legali delle parti civili - gli avvocati Salvatore Falzone e Antonino Falzone - il giudice ha infatti ordinato la trasmissione degli atti al procuratore della Repubblica di Palermo per le valutazioni di competenza nei confronti di Gabriele Citarrella, Francesco Troia e Pietro Covello per il reato di omicidio in concorso ex art. 575 c.p.. Inoltre, per quanto riguarda il solo Gabriele Citarrella (mai indagato) il giudice ha disposto che la Procura valuti, in aggiunta all’ipotesi di omicidio, la sua responsabilità per il reato di rissa aggravata dall’evento morte.

Momenti di grande commozione in aula al momento della lettura del dispositivo della sentenza che ha definito il giudizio abbreviato per la morte del giovane la notte del 14 febbraio 2015. Condannati a due anni di reclusione per rissa Giovanni Colombo, Pietro Covello e Mariano Russo, oltre al risarcimento dei danni per le parti civili e al pagamento delle spese processuali. Assolti, invece, Giuseppe Micalizzi, Francesco Meschisi (perché il fatto non costituisce reato), Carlo Salvatore La China, Giuliano Bonura, Daniele Cusimano e Natale Valentino (difeso dagli avvocati Vito Agosta e Gino Rausa). Gli altri imputati erano difesi da Ennio Tinaglia, Fabrizia Giunta, Michele Giovinco, Rosanna Vella: per loro è scattata la vecchia insufficienza prove. Rispondevano a vario titolo di rissa e favoreggiamento personale. I legali sono riusciti a dimostrare la loro estraneità alla rissa.

Su Facebook le foto dell'autopsia

Da anni i genitori del giovane medico portano avanti una battaglia. Perchè sostengono che non fu il solo Andrea Balsano, 21enne dello Zen reo confesso del delitto e già condannato a dieci anni di carcere, a sferrare il calcio mortale. Aveva 17 anni quando avvenne la rissa e faceva il buttafuori nel locale.

“Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza”, affermano gli avvocati di parte civile. “Ma certo - aggiungono - possiamo già dire che è stato compiuto un passo in avanti verso l’accertamento della verità. Un passo importante, se si considera che secondo la Procura non vi sarebbe stato ‘alcun coinvolgimento di persone maggiorenni nell’omicidio’. Addirittura, secondo la tesi accusatoria Aldo Naro si sarebbe accasciato per terra ‘a causa di una caduta accidentale’ mentre scendeva le scale del privè dove era scoppiata la rissa. In quel frangente la vittima avrebbe ricevuto il calcio mortale del buttafuori minorenne abusivo, reo confesso e unico soggetto imputato per omicidio e poi condannato. Denunciamo da tempo – concludono gli avvocati Falzone - le troppe lacune e i troppi elementi contraddittori che hanno caratterizzato le indagini. Ed esprimiamo viva soddisfazione per una decisione coraggiosa che rende giustizia ai familiari di Aldo”.

“Abbiamo sempre affermato – dichiarano invece i genitori del ragazzo – che noi non cerchiamo vendetta ma giustizia. Nonostante le amarezze e le umiliazioni subìte in questi anni, abbiamo continuato ad avere fiducia nelle istituzioni e in particolar modo nella magistratura giudicante. Aldo, un giovane pieno di vita che amava la vita, è stato vittima di un brutale pestaggio, come confermano anche le immagini dell’autopsia. Non può essere stato uno solo l’assassino di nostro figlio. E la sentenza del giudice Sestito, al quale esprimiamo tutta la nostra gratitudine, ci dà finalmente ragione. Rimane ancora molta strada da percorrere. Ma è inutile dire – concludono – che insieme ai nostri avvocati ci batteremo fino alla fine senza paura di niente e nessuno”. Tra novanta giorni le motivazioni.

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