Sanità, l'allarme: "Subito assunzioni in massa di infermieri, situazione rischia di precipitare"

Lo dice il sindacato Nursind: "A Palermo restano gravi criticità di personale all’Asp e in molti reparti al Policlinico, Villa Sofia-Cervello e al Civico. E' il momento di valutare un ritorno in piazza per una protesta ancora più vigorosa"

“A due anni dallo sciopero generale in piazza Santi Apostoli a Roma nulla è cambiato. A Palermo restano gravi criticità di personale all’Asp e in molti reparti al policlinico, Villa Sofia-Cervello, al Civico. La situazione rischia di precipitare perché i coefficienti per le dotazioni organiche non risolvono il problema e l’allarme per il coronavirus rende necessarie misure straordinarie immediate. Servono subito assunzioni in massa degli infermieri ma anche di altri operatori come Oss, tecnici e amministrativi”. Lo affermano Aurelio e Alfredo Guerriero del Nursind Palermo commentando la situazione della sanità palermitana e di tutta l’Isola e ricordando che “è il momento di valutare un ritorno in piazza per una protesta ancora più vigorosa”.

Il Nursind Palermo ricorda che “dopo quella manifestazione altri colleghi con cui si è condivisa quella giornata storica hanno deciso di seguire un altra direzione firmando successivamente quel contratto. Noi non abbiamo svenduto la nostra dignità e torneremmo a protestare a fronte dell’aumento dei carichi di lavoro, delle pressanti richieste di riposi saltati, doppi turni, ferie rimandate, a fronte di diritti negati come i permessi per la formazione difficilmente esigibili perché non nessuno è disponibile alla sostituzione".

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"La situazione che vivono gli infermieri è paradossale – prosegue il Nursind Palermo – basti pensare alla valutazione della performance individuale che non tiene conto delle condizioni anche e soprattutto numeriche e in termini di personale di supporto. Quando c’è da dare, l’infermiere è sempre il primo a fare la sua parte, quando c’è da incassare i giusti riconoscimenti, non c’è mai alcun incentivo. Come recita l’articolo 36 della Costituzione, il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a se ed alla sua famiglia un esistenza libera e dignitosa. Sulla base di questo sacrosanto principio riteniamo sia necessario tornare ad alzare la voce tutti insieme”.

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