Un mega hub per gli autobus a Roccella: ecco tre nuove linee per il tram

Costo totale dell'opera è di 15 milioni di euro. L'obiettivo è alleggerire il traffico in centro. Il vicesindaco Arcuri annuncia la nascita di una nuova stazione e l'apertura entro giugno di uno "sportello unico per l'edilizia". Il progetto è nato da un gruppo di professionisti

Emilio Arcuri

Un grande hub che accolga i bus extraurbani, provinciali e regionali, e alleggerisca il traffico sul centro: è il progetto di cui ha parlato il vicesindaco Emilio Arcuri intervenendo al confronto pubblico su “La reinvenzione di Palermo - Una città giovane per il futuro dei giovani”, nato da un gruppo di professionisti con l’obiettivo di redigere un nuovo progetto di cittadinanza che guardi alla sostenibilità, ai servizi, al verde, alla sicurezza della città.

Emilio Arcuri ha tracciato i contorni del progetto della stazione per gli autobus: il punto di partenza è stato un progetto degli anni ’80, che prevedeva una stazione per 14 bus, sempre a Roccella, per un costo totale di 15 milioni di euro. “Un progetto faraonico e oggi non funzionale ai bisogni della città – ha spiegato Arcuri -. Lo abbiamo riscritto, disegnando un hub moderno per 50 autobus, che costerà otto milioni di euro, finanziati dalla Regione Sicilia. Accanto alla stazione, che sorgerà vicino al centro commerciale Forum a Brancaccio, ci sarà un mega posteggio: si potrà lasciare la macchina per salire sulla metropolitana e raggiungere il centro storico, come avviene in ogni altra metropoli nel mondo. Il futuro di Palermo passa  per il cambiamento dei suoi modelli di mobilità: quando il tram sarà a regime – entro fine anno i tram dovrebbero partire, ma il nostro compito sarà quello di renderli funzionali – sarà quasi un’abitudine abbandonare la macchina e utilizzare i mezzi. Stiamo anche lavorando a tre nuove linee del tram, ancora solo in fase progettuale”.

L’incontro, alla facoltà di Ingegneria, era patrocinato dall'Università e promosso dal Rotary Club Palermo Est, dall’Ordine degli Ingegneri e dall’Ordine degli Architetti. Dal confronto con imprenditori e professionisti, è venuta fuori l’esigenza di metter mano al nuovo Piano regolatore: la proposta avanzata è stata quella di un confronto continuo con le realtà imprenditoriali del territorio, in maniera tale da costruire un Prg che risponda alle esigenza di chi la città la abita e ci lavora, scegliendo di restare a Palermo. Da qui anche la notizia dell’apertura entra giugno di uno “sportello unico per l’edilizia” del Comune per evitare e snellire le procedure burocratiche legate ad ogni appalto, restauro o permesso.

“Bisogna lavorare in sinergia, e noi siamo pronti a fare la nostra parte – ha detto monsignor Giuseppe Randazzo a nome della Curia – tutti sono convinti che la Curia palermitana sia ricchissima, e invece è la più povera tra le italiane. Cura soltanto le chiese che giungono dalle confraternite e poche altre, il resto degli edifici è proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero. Nonostante questo, abbiamo cercato di aprire il più possibile i luoghi, penso agli oratori o a San Salvatore, per esempio, affidandoli a cooperative di giovani: basta recinti, ci vuole sinergia tra le parti, in nome del bene della città”.   

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