"Minacciò e fece cadere dalle scale Stefania Petyx", scatta la sorveglianza speciale

Un uomo è stato riconosciuto colpevole di avere aggredito l'inviata di Striscia la Notizia, impegnata nella realizzazione di un servizio su un immobile occupato abusivamente in via Savagnone, alla Noce. I fatti risalgono allo scorso anno

A distanza di quasi un anno scattano i provvedimenti nei confronti dell'uomo che, lo scorso 10 ottobre, ha aggredito l'inviata di Striscia la Notizia Stefania Petyx nel corso di un servizio alla Noce. La cronista del tg satirico era andata in via Giuseppe Savagnone per documentare un'occupazione abusiva, ma presenza della troupe non è stata gradita dagli occupanti. In particolare un uomo l'ha aggredita verbalmente e fisicamente e adesso per lui è stata disposta la sorveglianza speciale.

Le immagini dell'aggressione a Stefania Petyx | Video

Il provvedimento è stato emesso dal tribunale, su proposta del questore Quando l'inviata Mediaset è entrata nell'immobile, un gruppo di occupanti abusivi ha reagito in modo violento. In particolare, secondo quanto ricostruito dalla polizia, padre e figlio "hanno invitato con veemenza Stefania Petyx ad allontanarsi dall’abitazione. Dalle parole, gli uomini, in breve, sono passati ai fatti, usando violenza fisica sulla donna, spintonandola con forza e facendola rovinare per le scale". La cronista è stata anche minacciata di morte.

Coinvolto nell’aggressione anche l’operatore, che stava continuando a documentare la scena. Solo l'intervento della polizia ha evitato il peggio. Stefania Petyx e il suo cameramen sono ricorsi alle cure dei medici del pronto soccorso, che hanno diagnosticato lesioni guaribili, complessivamente in oltre venti giorni.

Noce, Stefania Petyx aggredita durante un servizio

Adesso Il questore "sulla scorta degli accertamenti compiuti dal personale della divisione di polizia anticrimine della questura in ordine alla pericolosità sociale dell’aggressore, pregiudicato per reati commessi con violenza alle cose e alle persone, nonché, colpevole, unitamente ad altri componenti del proprio nucleo familiare, di avere abusivamente occupato per diversi anni altri immobili di proprietà e/o in uso ad enti ed istituzioni pubbliche, ha proposto l’adozione nei suoi confronti di adeguate misure di prevenzione personale".  Il tribunale, condividendo e accogliendo la proposta, ha così applicato all’uomo la misura della sorveglianza speciale per la durata di 1 anno e 6 mesi.L'uomo secondo il giuduce "rientra tra quelle persone che vivono, almeno in parte, del provento dei loro delitti. Non ha mai avuto una stabile attività lavorativa e, almeno in parte, trae sostentamento dalla propria attività delittuosa, nella quale va pure ricompresa l’occupazione abusiva di immobili".
 

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