Di Matteo, addio con polemica: "Non potevo più restare, dovevo occuparmi di piccoli furti..."

Il pm palermitano saluta la sua città: "Situazione ingiusta e paradossale, non sono stato messo nelle condizioni di potermi dedicare a tempo pieno alle indagini antimafia. Ero costretto a lavorare su truffe e piccoli reati"

“Qui non potevo più restare. Prima per scadenze normative, poi per una precisa scelta del procuratore Lo Voi, non sono stato messo nelle condizioni di potermi dedicare a tempo pieno alle indagini antimafia. Non potevo continuare a tentare malamente di conciliare un processo complesso come quello sulla trattativa con la massa dei processi riguardanti truffe, furti e piccoli reati. Non era più tollerabile una situazione che mi è apparsa ingiusta e paradossale, tanto più in un contesto di sovraesposizione per me e i miei familiari”: così Nino Di Matteo, pm palermitano, spiega la decisione di lasciare Palermo per la Procura Nazionale Antimafia.

Per due volte in passato il magistrato era stato bocciato per la stessa posizione, ora il Consiglio Superiore della Magistratura lo ha promosso. “Prescindendo dal valore dei colleghi prescenti nel concorso precedente – afferma Di Matteo in un’intervista al fatto quotidiano – credo che abbiano pesato in passato pregiudizi e veti, qualcuno proveniente anche da qualche alto esponente istituzionale, che ha pressato perché il mio trasferimento alla Dna non fosse approvato. Ho qualche elemento per ritenere che ciò possa essere accaduto”.

Si riferisce al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano? “Non posso rispondere, non ho elementi precisi di fatto, quindi i ragionamenti e le possibil deduzioni li tengo per me. Un dato è che oggi, sulla base dello stesso curriculum, lo stesso Csm valuta diversamente gli stessi titoli e la stessa esperienza. Ne prendo atto”.

Il sindaco Leoluca Orlando lo saluta così: "A Nino Di Matteo posso soltanto, a nome mio personale e a nome di tutta la città, rivolgere un caloroso ringraziamento per quanto ha fatto in questi anni per Palermo e per la sua comunità. E' stato un impegno assiduo e importante, che ha contribuito a fare luci su anni e fatti bui della nostra storia. Un impegno che non a caso è stato a volte osteggiato da chi ha temuto di veder infrante regole di impunità e connivenze che per anni erano state indicibili. Il nuovo incarico presso la Procura Nazionale Antimafia, lo vedrà ancora impegnato su fronti delicati e importanti, un lavoro che siamo certi Di Matteo affronterà con la professionalità e la dedizione che ne ha contraddistinto tutta la carriera", conclude Orlando.

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