Neonata morta dopo il parto al Buccheri La Ferla, familiari denunciano: "Errore dei medici"

La piccola Celeste è stata immediatamente trasportata al Civico, dove però è arrivata in morte cerebrale. Presentato un esposto ai carabinieri: "Gravidanza normale, cesareo effettuato solo dopo continue richieste". Chiesti il sequestro della cartella clinica e l'autopsia

L'ingresso del Buccheri La Ferla

Avevano atteso trentasei settimane prima di vedere nascere la loro prima figlia e, secondo quanto riferito dai parenti, l’intera gravidanza - fatta eccezione per qualche colica e qualche dolore - era filata liscia. Poi la tragedia sulla quale, ora, dovrà fare luce la magistratura. I familiari della piccola Celeste, partorita al Buccheri La Ferla e morta ieri mattina al Civico dove avevano provato a salvarla, si sono rivolti ai carabinieri di Brancaccio per denunciare un presunto caso di malasanità.

"Gli esami cui era stata sottoposta mia zia - spiega a PalermoToday il nipote, Giuseppe - non hanno mai evidenziato alcuna anomalia. Eravamo in ospedale e attendevamo notizie quando ci siamo visti passare davanti la piccola, all’interno di un’incubatrice o comunque di una culla coperta con cui la stavano portando in un altro ospedale. Dopo tanta insistenza ci hanno risposto e chiarito che lì c’era un’attrezzatura che sarebbe servita per aiutarla a respirare. Poi ci hanno spiegato che la piccola aveva subito un trauma cerebrale e manifestava un problema al cuore”.

La sera del 2 dicembre la madre della piccola aveva rotto il sacco amniotico (comunemente detto "rottura delle acque"), così il marito - dopo essersi vestito di gran fretta - l’ha accompagnata al pronto soccorso ostetrico del Buccheri La Ferla."Lì viene ricoverata e monitorata - racconta il fratello della donna nella denuncia presentata ai carabinieri - in attesa del parto naturale. Durante la notte mia sorella ha iniziato il travaglio". Dopo una lunga attesa, in serata, i medici hanno deciso di effettuare un taglio cesareo d’urgenza, ma solo "su continue richieste dei due genitori". Intorno alle 22 del 3 dicembre la madre, 33enne residente a Carini, dà alla luce Celeste: peso 3,7 chili.

"Dopo circa 10 minuti dal parto - prosegue nella denuncia il fratello - ho appreso da mio cognato che la bambina aveva avuto delle complicazioni”. Circostanza confermatagli dalla stessa equipe sanitaria del reparto di terapia intensiva neonatale del Buccheri. “Alle 3 del 4 dicembre - aggiunge - ci riferiscono che la bambina deve essere sottoposta a trattamento ipotermico e per questo motivo, necessitava di essere trasportata al Civico poiché lì non disponevano delle attrezzature".

Secondo quanto riferito dallo zio all’ospedale Civico avrebbero detto che sarebbe stato inutile eseguire la terapia ipotermica "in quanto l’indice di Sarnat era pari a tre e non a due come indicato dai medici dell’Utin del Buccheri La Ferla". Dall’ospedale Civico il direttore sanitario Giorgio Trizzino precisa: “La neonata è giunta già in condizioni di morte cerebrale. Il decesso è avvenuto dopo circa due ore”. I genitori di Celeste, di 35 e 33 anni, si sono quindi rivolti alle forze dell’ordine per chiedere di effettuare l’autopsia sul corpino della piccola, sequestrare la cartella clinica e accertare eventuali responsabilità.

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