Natale Giunta denuncia il pizzo, quattro arresti per estorsione

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia del noto ristoratore. La vittima ha raccontato di essere stato contattato nel marzo scorso dagli esattori del racket che gli hanno contestato la mancata "messa a posto"

Natale Giunta a "La prova del cuoco"

I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale stanno eseguendo quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere per estorsione emesse dal Gip su richiesta della Dda, nei confronti di presunti esponenti di Cosa nostra.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia del noto ristoratore Natale Giunta, titolare di una società di ristorazione e catering. La vittima ha raccontato di essere stato contattato nel marzo scorso dagli esattori del racket i quali gli avrebbero contestato di aver intrapreso l'attività commerciale senza aver chiesto l'autorizzazione a cosa nostra, ovvero di non essersi "messo a posto". (GUARDA IL VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI)

I quattro, ai quali viene contestato il reato di tentata estorsione aggravata dalle finalità mafiose, avrebbero preteso il versamento di 2 mila euro, da pagare sia a Pasqua che a Natale, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. I quattro arrestati sono: Antonino Ciresi, nato Monreale 23.05.1943, pregiudicato; Maurizio Lucchese, nato Palermo 16.04.1963, pregiudicato; Alfredo Calogero Attilio Perricone, nato Palermo 14.08.1971, incensurato; Giuseppe Battaglia, nato Palermo 12.07.1972, incensurato.

"METTITI A POSTO" -  Lo scorso marzo - secondo quanto riferiscono gli inquirenti - la vittima è stata contattata dagli aguzzini che le hanno contestato di aver intrapreso delle attività commerciali senza aver chiesto l’autorizzazione a  cosa nostra, ovvero di non essersi messo a posto, esigendo, quindi, la somma di 2 mila euro, da pagare sia a Pasqua che a Natale, per il sostentamento delle famiglie dei detenuti. E, usando il linguaggio degli estorsori: “a posto … significa che praticamente qua dentro non verrà più nessuno … perché praticamente siamo d’accordo tutti eee…  due a Pasqua più due a Natale” ovvero “… ma significa la pace però … la pace significa la pace assoluta … e ti levi questo pensiero …”.

Gli intermediari, dopo aver fatto intendere che non stavano scherzando, sottolineavano che il loro approccio era stato assolutamente benevolo, in quanto non avevano preannunciato il loro arrivo con danneggiamenti. L’imprenditore ha manifestato di non essere nelle condizioni di soddisfare la richiesta estorsiva perché in difficoltà economiche, ma gli uomini del pizzo gli hanno risposto che erano certi che avrebbe cambiato idea. Di li a poco, infatti, è stato recapitato alla vittima un biglietto anonimo con scritte minacciose (“mettiti a posto un fare u sbirru picchì ti finisci mali”), poi venivano perpetrati due danneggiamenti all’interno del suo locale e, da ultimo, quale chiaro e decisivo avvertimento, una tanica di benzina veniva collocata all’esterno dell’attività commerciale.

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