Condannati per avere chiesto il pizzo allo chef Giunta: urla in tribunale

Giovanni Rao e Antonino Lucchese sono stati condannati rispettivamente a 7 anni e 8 mesi a 6 anni e 8 mesi. Giunta avrebbe subito richieste di denaro nel 2012, poi si rivolse alla polizia. I familiari degli imputati alla lettura della sentenza hanno scatenato disordini in aula

Natale Giunta

Il Tribunale di Palermo ha condannato Giovanni Rao e Antonino Lucchese, i presunti estorsori dello chef  Natale Giunta, rispettivamente a 7 anni e 8 mesi a 6 anni e 8 mesi. Giunta avrebbe subito richieste di denaro nel 2012 mentre gestiva la società di catering Ng Service e fu consigliato di "mettersi a posto". Le accuse sono tentata estorsione, minacce e danneggiamenti. Lo chef tramite l'associazione antiracket Libero Futuro si rivolse però alla polizia e denunciò gli estorsori.

Sia Rao che Lucchese hanno sempre respinto le accuse benché riconosciuti in aula da Giunta. Il pubblico ministero Caterina Malagoli aveva chiesto la condanna a sette anni e quattro mesi per Rao e a sei anni e quattro mesi per Lucchese. I familiari degli imputati durante la lettura della sentenza hanno scatenato disordini in aula. Diverse donne, in particolare, hanno urlato offese scagliandosi contro la decisione del tribunale. Un uomo si è sentito male ed è stato portato via in ambulanza.

Si era verificata più o meno la stessa scena nell'udienza di tre settimane fa. Protagonisti i parenti dello stesso Rao, che poi inscenarono un sit in davanti ad un’aula del secondo piano del Palazzo di Giustizia. "Non ci muoviamo da qui - dissero - cosa dobbiamo fare per dimostrare che Rao è innocente? Giunta ci ha rovinato, è un tuffatore e Addiopizzo si è arricchita con questo".

Rao e Lucchese avrebbero chiesto il pizzo all'imprenditore assieme ad altre tre persone che hanno scelto il rito abbreviato. Giunta ha raccontato di aver visto Lucchese in via Siracusa nel 2012. “Ho parcheggiato la macchina in via Siracusa – ha raccontato - e sono stato fermato da Lucchese che mi ha detto di incontrarmi con i suoi amici che mi volevano parlare”. Del tutto differente la versione di Lucchese che ha sempre sostenuto di non averlo incontrato in via Siracusa quella mattina. “Io non c'entro niente in questa storia – è la versione ribadita da Lucchese – e non capisco perché ti stai accanendo con me?”.

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