Natale a San Giuseppe Jato: l'albero omaggia le vittime di Lampedusa

L'opera, collocata in piazza Falcone e Borsellino, é composta da più di 300 gabiette di legno e richiama la fragilitá dei barconi che ogni giorno attraversano il Mediterraneo

Dopo l'esperimento dello scorso anno, quando da 5.000 bottiglie di plastica venne creato  un "albero ecologico", anche in questo Natale a San Giuseppe Jato è stata realizzata una installazione artistica che è stata collocata nella centrale piazza Falcone e Borsellino ed è stata inaugurata ieri sera (venerdì 20 dicembre).

Si chiama "albero della pace" ed è composto da più di 300 gabiette di legno, come quelle usate per la frutta. Il numero ed il materiale usato richiamano le vittime del terribile naufragio di Lampedusa dello scorso ottobre, alle quali l'opera è dedicata: questo materiale richiama infatti, con la sua fragilità, i tanti barconi che ogni giorno attraversano il Mediterraneo con un carico di speranza e poveri cristi. Il colore bianco, usato per dipingere le gabiette sovrapposte l'una sull'altra (come le persone accalcate sui barconi) richiama la luce, il sole, la redenzione, ma anche la purezza e l'innocenza.
Il rosso usato per la stella posta sulla cima invece rinvia alla morte, al martirio e alla passione, ma simbolleggia anche il rinnovamento della vita, e la stessa stella vuole indicare la volontà di riscatto e la speranza di salvezza e pace.

A lavorare all'opera sono stati giovani ragazzi e ragazze del paese, che volontariamente e senza alcuna retribuzione hanno messo in questi giorni tutto il loro talento e la loro forza di volontà per regalare bellezza alla propria comunità e ai propri concittadini senza niente volere in cambio!

Ecco l'elenco dei ragazzi/e che hanno lavorato alla realizzazione di questa straordinaria opera: Andrea Albano,Mimma Azzara, Pierluigi Basile, Mariella Beltempo, Rosambra Brusca, Antonina Caradonna, Domenico Cicchirillo, Francesca Conte, Rosario Lo Bue, Aldo Ricotta, Enza Ricotta, Fausto Vaccarino e Antonella Zito.

"L'amministrazione comunale - spiega l'assessore con deleghe alla cultura e legalità, pubblica istruzione, beni confiscati alla mafia, politiche giovanili, sport e spettacoli Pierluigi  Basile - ha offerto gratuitamente gli spazi dove lavorare (un bene confiscato alla mafia che diverrà presto una "Officina creAttiva") e installare l'opera, garantito il sostegno dei suoi operai, pagato i materiali necessari per realizzarla (una spesa di circa 200 euro!)".

"Si tratta per il nostro paese dell'ennesimo esperimento di "arte democratica" che - continua l'assessore - vede operare in piena sinergia cittadini attivi e istituzioni locali sulla scia dell'insegnamento sempre vivo di Danilo Dolci ed in nome di un concetto, la "cultura diffusa", che vuole sollecitare la partecipazione dal basso nelle scelte e nelle azioni ed educare la popolazione ad essere "comunità" imparando a praticare il cambiamento in modo non violento e collettivo". 

Anche lo scorso anno ci sono stati altri momenti di "cittadinanza attiva" che hanno coinvolto cittadini sull'uso dei beni confiscati e sul rispetto del territorio.

"In futuro continueremo a coltivare l'"utopia possibile" di una rivoluzione democratica e non violenta che può essere innescata solo dalla partecipazione dal basso da parte dei cittadini. Questa rappresenta l'unica alternativa praticabile per ricostruire una società che deve reagire alla deriva dell'individualismo egoista o del ribellismo qualunquista senza prospettive", conclude Pierluigi Basile. 

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