Musumeci diserta l'aula bunker: "Troppo veleno, poco rispetto per Falcone"

Il governatore non prenderà parte alle tradizionali celebrazioni del 23 maggio in ricordo delle stragi di mafia del ’92 in programma all'interno del carcere Ucciardone: "Scelta dolorosa, mi dispiace"

Nello Musumeci

“Dolorosamente non andrò all’aula bunker per la prima volta. Non andrò e mi dispiace per la signora Falcone. Le polemiche sono tante, c’è troppo veleno e tutto questo non suona a rispetto della memoria del giudice Falcone e dei poveri agenti della scorta”. A parlare è il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, ospite in una trasmissione televisiva regionale siciliana, che ha annunciato così la sua decisione di non prendere parte alle tradizionali celebrazioni del 23 maggio in ricordo delle stragi di mafia del ’92 in programma nell’aula bunker del carcere Ucciardone.

"Andrò alla caserma Lungaro per la deposizione della corona d’alloro da parte del capo della polizia - ha detto - e poi tornerò nel mio ufficio a lavorare per tentare di tirar fuori i ragazzi dal condizionamento da parte della criminalità organizzata che si nutre e alimenta della disperazione dei giovani soprattutto nelle periferie dove lo Stato ha difficoltà ad arrivare”.

Una decisione uguale a quella presa oggi dal presidente della Commissione Antimafia siciliana Claudio Fava: "Non andrò a ricordare Giovanni Falcone nell’aula bunker - ha detto -. Preferisco andare a Capaci, nel luogo in cui tutto accadde, preferisco stare assieme a chi non ama le messe cantate sui morti. Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Una cerimonia patriottica grottesca”.

Polemiche dunque a poche ore dal 23 maggio. Non è stato raccolto dunque l'invito di Maria Falcone, la sorella del giudice ucciso, che oggi aveva lanciato un monito alle istituzioni: "Il mio augurio - aveva detto - è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio. E' fondamentale che quel giorno, come accade da 26 anni, le istituzioni confermino con la loro presenza l'impegno dello Stato a portare avanti gli ideali a cui Giovanni Falcone ha dedicato la sua vita fino all'estremo sacrificio”. 

Polemiche a parte, 27 anni dopo la strage che il 23 maggio 1992 segnò la storia della Repubblica, Palermo non dimentica il sacrificio di quegli uomini e quelle donne che diedero la loro vita nella lotta alla mafia. Al via, domani, il viaggio della Nave della Legalità che aprirà le celebrazioni del 27esimo anniversario nell’ambito della manifestazione #PalermoChiamaItalia. La Nave salperà dalla banchina 8 del Porto di Civitavecchia alle ore 18 con a bordo circa 1.500 studenti diretti verso Palermo dove, nella mattinata del 23 maggio, si svolgeranno le principali iniziative in memoria dei giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e degli agenti delle loro scorte Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina.  

A salutare la partenza della Nave sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che interverrà al Porto di Civitavecchia insieme al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti,  al Capo della Polizia Franco Gabrielli, al Procuratore Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, all’Amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini.   Saranno presenti alla partenza anche il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), David Ermini; il Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), Gennaro Vecchione; l’Assessore per lo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Start-Up, “Lazio Creativo” e Innovazione della Regione Lazio, Gian Paolo Manzella; il Vice Sindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale, Maria Teresa Zotta

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