Dove c'era Villa Deliella sorgerà un museo del liberty, la Regione avvia l'iter

Si comincia con dei laboratori il cui scopo è tracciare le linee guida e i criteri del futuro concorso di progettazione. In programma anche un convegno con esperti di fama mondiale. L’iniziativa, finanziata dall’assessorato ai Beni culturali, vede in prima linea l’Ordine degli Ingegneri

Un museo del liberty nell’area di piazza Crispi su cui un tempo sorgeva Villa Deliella, l’opera di Ernesto Basile demolita sessanta anni fa. A tracciare le linee guida e i criteri ai quali si ispirerà il concorso di progettazione per la realizzazione dello spazio sarà la visione proposta da alcuni esperti di fama internazionale e l’approccio multidisciplinare elaborato da giovani laureati e professionisti. Questa l'idea dell’Assessorato regionale dei Beni culturali che con questo scopo finale ha finanziato il “Workshop Villa Deliella 1959-2019” in programma a Palermo dal 25 al 30 novembre: si aprirà con quattro giornate di studio e laboratori per la stesura di elaborati grafici e che si concluderà con un convegno al quale, dopo la presentazione dei risultati del lavoro, interverranno esponenti di prestigiosi studi di progettazione. La destinazione museale dell’area su cui sorgeva villa Deliella è stabilita dai vigenti strumenti urbanistici. 

Il bando

Ci sono ancora otto giorni di tempo per rispondere al bando pubblicato ai primi di agosto per selezionare i partecipanti al workshop, che avrà sede nell’ex convento della Magione dal 25 al 28 novembre. Scadenza fissata alle  12 di venerdì 13 settembre: le istanze, da inviare esclusivamente per posta elettronica certificata, dovranno pervenire a ordine.palermo@ingpec.eu, indirizzo e-mail dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo che, in virtù di un protocollo d’intesa, organizza la manifestazione insieme con il Dipartimento regionale Beni culturali e Identità siciliana e in collaborazione con il Comune di Palermo, la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Palermo, l’Università degli Studi di Palermo, l’Ordine degli Architetti della provincia di Palermo e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Il bando per il workshop può essere consultato attraverso i siti web dell’assessorato regionale ai Beni culturali (https://bit.ly/2kv8h3k), dell’Ordine degli Ingegneri (https://bit.ly/2ly3pe2), del Comune di Palermo (www.comune.palermo.it), dell’Università di Palermo (http://www.unipa.it) e dell’Ordine degli Architetti (http://www.ordinearchitettipalermo.it). "Il futuro concorso di progettazione, che si baserà sulle linee guida fornite dal workshop, avrà - spiega l'Ordine degli Ingegneri - l’obiettivo di assicurare soluzioni progettuali idonee a valorizzare l’area inquadrandola nel sistema del liberty a Palermo e in Sicilia, dei giardini storici e nel più ampio progetto di promozione del turismo culturale, anche in relazione alla politica di mobilità sostenibile intrapresa dal Comune".

Il convegno delle archistar 

Il convegno conclusivo (sede da stabilire) si svolgerà il 29 e il 30 novembre. Cinque i grandi nomi di architetti e studi di progettazione che prenderanno parte al dibattito portando come contributo importanti esperienze internazionali: Zaha Hadid Architects, Francesco Cellini, Mario Cucinella Architects, Francisco Mangado e Gianluca Peluffo & Partners.

Il workshop

“Workshop Villa Deliella 1959-2019” vuole essere un momento di riflessione, sensibilizzazione e indirizzo sui temi del paesaggio urbano e dell’architettura pubblica con specifica destinazione espositiva e museale, ma anche sui caratteri della città sviluppatasi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I riferimenti sono via della Libertà, le piazze Crispi e Mordini, il Giardino all’Inglese e l’annesso Conservatorio delle Croci, la villa Gallidoro, villa Trabia e l’insieme degli edifici che caratterizzano questa zona di Palermo. Il lavoro all’interno del workshop punterà a un’esplorazione multidisciplinare sulla storia, sugli assetti attuali, sugli usi futuri, sull’architettura pubblica urbana e sui concetti di conservazione e comunicazione come elementi fondamentali del percorso espositivo. L’iniziativa si articolerà in momenti di laboratorio e di discussione ma anche in visite e sopralluoghi sull’area oggetto di studio, il tutto da tradurre in elaborati grafici che saranno presentati durante il convegno. Saranno formati 6 gruppi di lavoro, ognuno composto da 5 partecipanti seguiti da uno o più tutor. Tutte le attività saranno coordinate da 3 supervisori. Il workshop è rivolto a 30 giovani laureati e/o professionisti che alla data dell’1 novembre 2019 non abbiano compiuto i 40 anni, in possesso di diploma di laurea magistrale in Architettura, in Ingegneria classi 4/S, 28/S, 38/S (ovvero titolo equiparato ai sensi del decreto interministeriale 09/07/2009 G.U. n. 233/2009), Scienze della Comunicazione o titoli analoghi di altre nazioni, interessati a un lavoro interdisciplinare di gruppo e che possibilmente abbiano già maturato, nel corso degli studi universitari o in ambito professionale, esperienza nel settore delle ricerche e dei progetti di architettura di edifici pubblici in ambito urbano, musealizzazione o aspetti della comunicazione culturale. È richiesta la conoscenza della lingua italiana scritta e parlata. I partecipanti saranno selezionati sulla base del curriculum e della domanda di ammissione, da predisporre esclusivamente compilando il modello allegato al bando. Il comitato scientifico preposto alla valutazione è formato dai vertici degli enti coinvolti nell’organizzazione. 

 “Siamo felici e orgogliosi del fatto che il Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ci abbia scelto per l’organizzazione del “Workshop Villa Deliella  1959-2019” – commenta Vincenzo Di Dio, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo – perché consideriamo fondamentale valorizzare sia quell’autentico tesoro che il liberty rappresenta per Palermo, sia la figura di Ernesto Basile, che potrebbe diventare quell’icona urbana da porre al centro di un’opera di identificazione simile a quella realizzata da Barcellona con Gaudì o da Valencia con Calatrava. Il futuro museo previsto nel luogo che fu sede della villa Deliella potrà costituire, inoltre, un autentico hub culturale attraverso cui dare il giusto risalto all’epopea del liberty di cui Palermo fu tra le capitali europee. Parallelamente, è importante fare della vicenda di Villa Deliella un caso di memoria di vita vissuta, affinché errori come gli scempi compiuti nel periodo del cosiddetto «sacco di Palermo» non debbano mai più ripetersi”.

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