Dal tam tam su facebook alla piazza, protesta dei disoccupati al Comune

Niente sigle o bandiere di partito per il doppio appuntamento a Palazzo delle Aquile e davanti alla Prefettura, organizzato dal Movimento disoccupati: "Abbiamo diritto di vivere con dignità, ma non vogliamo contributi o sostegni. Chiediamo lavoro"

Redazione 24 febbraio 2014

Niente sigle o bandiere di partito, ma una protesta organizzata da cittadini semplice accomunati da un dramma: la mancanza di un'occupazione. Doppio appuntamento in piazza, in programma per giovedì 27 febbraio e giovedì 6 marzo, organizzato dal Movimento disoccupati che lancia due giornate di protesta sotto Palazzo delle Aquile e la Prefettura. Manifestazione lanciata tramite i social newtork dove si legge: "I politici promettono e non mantengono, mentre noi siamo qui a puzzare di fame". E di fronte a "tanto immobilismo", sono i disoccupati stessi ad organizzarsi, con la creazione di un gruppo Facebook dove concentrare idee ed possibili azioni.

LA LETTERA - "Mi presento: sono un soggetto non aderente a nessun ramo politico, né un laureato, ma semplicemente un disoccupato che è stanco di stare a guardare senza poter fare niente. E' ovvio che da solo non posso fare niente - scrive l'anonimo - ma con tutti voi possiamo organizzare una manifestazione pacifica con l'obiettivo di farci notare, viste le gravi condizioni familiari che ci stanno devastando. Addirittura - continua - abbiamo assistito a personaggi che si sono suicidati, piccoli imprenditori: è ora di dire basta a tutto questo. Anche noi abbiamo diritto di vivere con dignità, nel rispetto delle nostre famiglie e principalmente dei nostri figli".

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Stando al quarantesimo report della Fondazione Curella, nel 2013 sono complessivamente 67 mila i posti di lavoro persi in Sicilia nel 2013, con la disoccupazione che tocca il 22 per cento, con percentuali ancora più drammatiche per i giovani, dato che uno su due non trova lavoro. "Speriamo che Orlando rinnovi la propria sensibilità - continua la lettera - perché alla fine non chiediamo contributi o sostegni, bensì lavoro per potere sfamare le nostre famiglie". I due concentramenti si terranno alle ore 8 di giorno 27 febbraio a piazza della Vergogna e giorno 6 marzo in via Cavour.

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