"Morto Gery Palazzotto per abuso di droghe": scrive bufala su Wikipedia, condannato a 6 mesi

Aveva fatto passare per morto (in circostanze misteriose) il giornalista palermitano e attuale direttore del settore comunicazione del Teatro Massimo. Adesso il Tribunale lo ha condannato per la fake news pubblicata sull'enciclopedia online

Lo ha fatto passare per morto, in circostanze misteriose, "con qualche psicofarmaco in corpo". E invece Gery Palazzotto sta bene. Uno "scherzetto" inquietante, pubblicato anni fa su Wikipedia, l’enciclopedia mondiale online, riconosciuta da tutti come il vangelo del web. A confezionare la bufala è stato D.G., l'"internauta" che decise di modificare la voce di Wikipedia riguardante il giornalista e scrittore palermitano Gery Palazzotto, 54 anni.

Dettagliata la descrizione della finta morte dell'attuale direttore del settore comunicazione, nuovi media e marketing del Teatro Massimo. D.G., modificando la biografia di Palazzotto, su Wikipedia ha azzardato: "E' morto improvvisamente il 19 gennaio 2011 mentre si trovava a casa di un’amica a Roma. Le prime indagini parlano di abuso di psicofarmaci o droghe".

Adesso il Tribunale di Palermo ha condannato D.G. a sei mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di una provvisionale di mille euro a Palazzotto che si era costituito parte civile. Il risarcimento sarà poi quantificato in sede civile.

“Inserendo notizie non veritiere e diffamatorie - si legge nella sentenza - relative alla morte di Palazzotto, non avvenuta, ne offendeva l’onore e la reputazione, con l’aggravante di avere recato l’offesa con un mezzo di pubblicità”. Una sentenza che costituisce un precedente importante nella questione "fake news", mai così di moda come in questo periodo.

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Commenti (3)

  • Il motivo?

      • Grazie per il chiarimento Dott. Palazzotto. Una storia che ha dell'assurdo e fa riflettere molto sulle conseguenze che possono scatenare le fake news. Ma qui si è andato oltre alla semplice bufala. Auguri per la sua vittoria, e speriamo che serva da lezione per tutti quelli che pensano di sentirsi furbi.

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