“Non ti pago, anzi vado alla polizia”, una giovane denuncia il posteggiatore abusivo

L'episodio è accaduto a Mondello. La minaccia: "Meglio che non torni a prendere la macchina, non sai cosa ti può succedere". L'automobilista si è diretta al commissariato. Arrestati e subito rilasciati due incensurati. Ma la ragazza confessa: "Ora ho paura"

Via Iris

Un copione andato in scena tante, troppe, volte a Palermo. Stavolta però con un finale diverso. Una ragazza posteggia l’auto, riceve la “classica” richiesta di denaro da parte del posteggiatore abusivo ma si rifiuta di pagarlo. Scattano le minacce, ma lei non si piega. Va al più vicino commissariato e denuncia il fatto alla polizia. Che blocca il parcheggiatore e il suo “compare” chiamato in aiuto per minacciare la giovane.

A raccontare l’episodio alla redazione di PalermoToday è proprio la giovane protagonista. Che preferisce mantenere l’anonimato. Ragion per cui la chiameremo Ambra, un nome di fantasia. Sono circa le 16 di ieri pomeriggio quando Ambra arriva a Mondello per passare un paio di ore al mare col suo ragazzo, che vive al nord ed è a Palermo in vacanza. La giovane riesce nell’impresa di trovar subito parcheggio in via Iris, a due passi dal commissariato di polizia.

“Mentre stavo per fare manovra – racconta Ambra – si è subito avvicinato un uomo che a suo modo mi avrebbe aiutato a posteggiare. Nonostante io non gli avessi chiesto nulla. Non appena siamo scesi dall’auto è arrivata subito la richiesta di denaro. ‘Scusi, mi può pagare prima?’. Io però ho risposto che non avevo intenzione di pagare e col mio ragazzo mi sono diretta verso la spiaggia”. Ma il posteggiatore non ha accettato il rifiuto. E puntuali sono arrivate le minacce.

“L’uomo – continua la giovane – ha iniziato ad innervosirsi. ’Meglio che non torni a riprendere la macchina, se torni non sai quello che ti può succedere’, mi ha urlato. A quel punto gli ho detto che se avesse continuato mi sarei rivolta alla polizia”. Ma il posteggiatore non è sembrato per nulla intimidito, anzi. “Prima ha chiamato un altro parcheggiatore, poi tutti e due mi hanno detto: ‘vieni qua, la chiamiamo insieme’. Accanto a me il mio ragazzo assisteva alla scena sconvolto”.

Come “promesso” Ambra cambia direzione. Niente telo sulla sabbia e bagno al mare. Ma decide di andare in commissariato per denunciare l’odioso sopruso subito. Immediatamente parte la volante che individua e blocca i due. Si tratta di due palermitani, di 36 e 28 anni, incensurati. Che saranno indagati in stato di libertà, entrambi per minacce gravi e il primo anche per tentata estorsione. Ma il lieto fine è ancora lontano.

“Purtroppo – spiega Ambra – il magistrato li ha dovuti subito rilasciare perché mancava la flagranza di reato (il fatto non è stato accertato direttamente dalle forze dell’ordine ndr). E quindi non è stato possibile processarli per direttissima. Adesso si aspetterà il processo dove sarò chiamata a testimoniare”. Una scelta coraggiosa quella di Ambra, che però non nega di aver paura. “Andrò al processo – dice – ma ho il terrore che, conoscendo le mie generalità, io possa diventare oggetto di ritorsioni. E’ facile dire ‘dovete denunciare’, purtroppo però la legge non tutela abbastanza chi decide di farlo. Per fortuna da due anni vivo all’estero, ma qui ci stanno i miei genitori. Penso – conclude - che le forze dell’ordine, che in questo caso sono state molto tempestive, dovrebbero effettuare dei servizi specifici e non aspettare che sia il cittadino a ribellarsi e poi sarebbe auspicabile che l’identità di chi denuncia rimanga segreta”. Ma all’estero esistono i posteggiatori? “Certo, sono gli impiegati dei parcheggi privati”.
 

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