World Festival di ottobre annullato, Pottino: “Un ricatto per 2 soldi”

Guerra aperta per un pezzo di spiaggia a Mondello tra l'Albaria e l''Italo-Belga, che ha fatto ricorso al Tar chiedendo 500 mila euro alla Regione. Il presidente duro: "Atteggiamento di chi non lavora al servizio della città"

Operai dell'Italo_belga liberano la spiaggia a maggio dopo l'intervento della Regione

Ormai è guerra aperta tra Albaria e Italo-Belga. “Pur di risparmiare qualche soldino, non si cura del fatto che la città perderà un evento importante”, così il Presidente del Windsurfing Club Albaria Vincenzo Pottino, entra a gamba tesa contro l’azienda che gestisce il litorale di Mondello. Dopo il ricorso al Tar della Italo-Belga, infatti, gli organizzatori sono stati costretti ad annullare il World Festival di ottobre 2012.

“L’Italo-Belga – aggiunge Pottino - attua una campagna di ricatti con l’atteggiamento di chi non lavora al servizio della città, ma solo di se stessa”. La disputa si svolge intorno a un pezzo di spiaggia attiguo al "Baretto" di Valdesi dove dovrebbe essere posizionato anche il campo di beach volley. Il Tar non si è ancora espresso a favore della Italo-Belga ma, a causa dei probabili tempi lunghi di una decisione in merito, quest’ultima ha costretto il circolo Albaria ad annullare il programma del World Festival di ottobre 2012 e sospendere quello di maggio 2013. La Italo-Belga ha inoltre richiesto 500 mila euro di danni alla Regione, che per la scorsa edizione aveva decretato la rimozione delle strutture dal tratto interessato necessario - secondo l'Albaria - per il corretto svolgimento della manifestazione.

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Questo è solo l’ultimo episodio di una lunga vicenda che ha sfiancato entrambe le parti del contenzioso. La società concessionaria della spiaggia ha perso soldi. L’Albaria ha perso l’occasione, almeno per il momento, di organizzare un evento cultural-sportivo che in ventisette anni ha ricevuto “riconoscimenti sia da parte di autorità che da persone comuni”, dice il Presidente. “E che - conclude- è ormai sentita come una manifestazione non dell’Albaria, ma della città”.

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